«Sciagurato rinviare la Città metropolitana, siamo il Paese della controriforma. Il nostro bilancio è virtuosissimo ma il Patto di stabilità ci penalizza. Saremo in apprensione fino al 29 dicembre» «Penalizzati dallo Stato centrale». Il sindaco Giorgio Orsoni attacca Governo e Parlamento. Per colpa di decisioni «sciagurate», dice, «la vita del nostro Comune è in bilico». Auguri di fine anno all'insegna del pessimismo. Con il «blocco» delle attività minacciato dal Patto di Stabilità anche a chi, come il Comune, ha un bilancio «virtuosissimo». La controriforma. «Siamo il Paese della Controriforma», attacca il sindaco, «non si riesce mai a portare a termine riforme importanti perché scatta sempre la controriforma». Il riferimento è al rinvio di un anno per la Città metropolitana, con il congelamento dell'abolizione delle Province. Un progetto per cui Orsoni si era speso molto. «Una decisione sciagurata del Parlamento», dice il sindaco senza mezzi termini, «e una riforma bloccata con colpi di coda di chi le riforme non le vuole. Questo ormai dovrà essere uno dei primi punti all'attenzione del nuovo Parlamento. Se non vogliamo renderci ridicoli agli occhi del mondo e rimanere ostaggio di chi si balocca dobbiamo mettere come priorità il rilancio del federalsimo e delle autonomie». Patto. È l'incognita che pesa di più sul futuro del Comune. «Sapremo il nostro destino il 29 dicembre», annuncia Orsoni, «quando andranno in porto oppure no alcune operazioni strategiche come i soldi per i terreni dekl Palais Lumière di Pierre Cardin, i soldi della Legge Speciale. Abbiamo un bilancio virtuosissimo, rispettiamo le regole alla perfezione, ma invece di essere premiati siamo penalizzati incolpevolmente. Un pezzo di Stato rende sempre più difficile la vita degli enti locali». I servizi. L'unica concessione avuta dal Parlamento, racconta il sindaco, è stata la riduzione delle sanzioni previste per chi esce del famigerato Patto di Stabilità. Dove saranno conteggiati anche i 42 milioni e mezzo già destinati (ma mai arrivati) dalla Legge Speciale. Saranno escluse dalle sanzioni soltanto le assunzioni per i servizi necessari, come le maestre degli asili. «Invece ci hanno respinto, ed è stata una decisione sciocca, perché non sarebbe costata molto», attacca Orsoni, «la richiesta di mantenere inalterati i premi di produttività e gli incentivi per i dipendenti». Arsenale. Altra partita non vinta è stata quella dell'Arsenale. Orsoni era riuscito a inserire nella Spending review un codicillo che passava la proprietà dell'area al Comune. Ma poi è arrivato il decreto Innovazione. E l'Arsenale è stato in parte «restituito» al Consorzio Venezia Nuova (parte nord, per il Mose) e alla Marina. «Un altro esempio di controriforma», sbotta Orsoni. Cardin Il sindaco non entra nel merito del progetto, in questi mesi sostenuto dagli enti locali nonostante le critiche. Quel che interessa in questo momento è chiudere l'accordo per avere i 40 milioni necessari al bilancio e al Patto di stabilità. «Vediamo se andrà in porto», dice, «adesso attendiamo l'esito della Conferenza dei Servizi in Regione. Ma il Comune ha fatto tutto con grande celerità». Macchina comunale. Una delle riforme portate a termine a costo zero dall'amministrazione riguarda secondo il sindaco l'organizzazione della macchina comunale. Municipalità ridisegnate, poteri redistribuiti. «Abbiamo voluto mantenerne l'operatività perché rappresentano uno strumento democratico vicino ai cittadini», dice Orsoni, «e anche in tempi di crisi la democrazia e l'autonomia vanno finanziate. I Lavori pubblici saranno accentrati, ma i direttori delle Municipalità avranno più autonomia gestionale. Riforma avviata per l'Edilizia privata, «settore in sofferenza», che sarà resa autonoma da Urbanistica e potenziata. Vigili. Orsoni ha rivolto un plauso alla Polizia municipale. Pur con un organico di 400 persone, insufficiente per una grande città come la nostra, i vigili hanno agito con grande efficacia smantellando anche l'organizzazione criminale cinese in via Piave».