Il San Pietro di Jusepe de Ribera è uscito dall'Italia come opera priva della qualità per essere vincolata. E ora il Met di New York l'ha acquistato per un milione di euro L'ARTISTA ERA SEGUACE DI CARAVAGGIO. IL LAVORO FUORIUSCITO FORNIRÀ INDICAZIONISUI LEGAMI TRA MERISI E VELAZQUEZ Una «crosta» da quasi un milione e mezzo di dollari: un dipinto importante, uscito dall'Italia come un quadro qualsiasi e valutato di qualità tale da non essere degno nemmeno del vincolo, è stato comprato, legittimamente, dal Metropolitan Museum di New York, pare per una somma vicina al milione di euro. E' un San Pietro penitente di Jusepe de Ribera, lo spagnolo a lungo attivo a Roma e Napoli, detto appunto Lo Spagnoletto: un'opera giovanile, dipinta attorno al 1612-13. L'artista, di una ventina d'anni, era a Roma, dove resta dal 1612 al 1616, prima di trasferirsi a Napoli lasciando un considerevole numero di debiti. Apparteneva al cardinale Benedetto Monaldi Baldeschi (dall'inventario del 1644: 66 quadri, compresi Reni, Guercino, Carracci); quindi passa in eredità a Pietro Monaldi, marchese di Perugia, che viveva nel palazzo omonimo, a via Baglioni 23; e poi, resta ai Monaldi Baldeschi. Di più, per adesso, non si sa. L'ESPORTAZIONE Il 26 gennaio, nemmeno un anno fa, è presentato a Venezia (chissà poi perché proprio lì), all'ufficio esportazioni, come «opera di scuola bolognese della prima metà del XVII secolo». I due commissari reputano che non possieda «né la nobiltà né la qualità artistica» per essere vincolato; non possiede neppure «un'attribuzione certa», ed è «ampiamente ridipinto». Ne concedono il permesso per l'esportazione, l'«attestato di libero transito» a chi lo richiedeva: il perugino Ranieri Benedetto degli Oddi. La tela, 162 x 115 cm, rispunta pochi mesi dopo, ma in Spagna. L'antiquario Coll Cortés, di Madrid, la cede al Metropolitan. Keith Christensen, responsabile della pittura europea del museo, dice: «Solo dopo aver verificato, con un viaggio in Italia, la regolarità dell'esportazione, è stato acquistato». E' un quadro giovanile dell'artista, forse perfino il primo; un periodo di cui non si conosceva nulla finché dieci anni fa, Gianni Papi gli ha attribuito alcune opere già assegnate al «Maestro del Giudizio di Salomone». E proprio Papi vede il San Pietro penitente, già a Madrid: «Un'opera bellissima», dice, di una «tra le massime figure dell'età barocca», come afferma Alfonso Pérez Sanchez, l'ex direttore del museo del Prado di Madrid. Ma, evidentemente, non per i due funzionari di Venezia. E neppure per il comitato consultivo che a Roma, al ministero dei Beni culturali, verifica il lavoro delle commissioni, sparse in Italia: infatti, nulla eccepisce sul permesso di libero transito concesso al Ribera presto euro-milionario. Forse, solo un'inchiesta potrà stabilire se, alla domanda d'esportazione, il quadro sia stato magari «camuffato»: in maniera da evitare i sospetti. O se chi l'ha presentato ne conoscesse l'autore. Perché, Antonio Vannugli, docente a Perugia, allievo di Augusto Gentili e Maurizio Calvesi, lo aveva attribuito proprio a Ribera già a giugno 2011, sul Burlington Magazine, prestigiosa pubblicazione d'arte. A Venezia, l'ufficio esportazione non s'è accorto che era lo stesso dipinto? In alcune occasioni, eternando San Pietro, Ribera utilizza un modello anziano e barbuto, assai vicino, se non il medesimo, dell'opera ora al Met: in un dipinto a Cosenza; in un altro, assai celebre, a Strasburgo; e in un capolavoro del Prado, la Liberazione del santo medesimo. Così è fuggito un quadro fondamentale, ritenuto in Italia un'opera da nulla; ma certamente, non dal Metropolitan. Fabio Isman In Umbria o in Veneto la soluzione Il Ribera del Met è un quadro fondamentale: lui, allora, era seguace di Caravaggio e, dice il curatore della pittura spagnola al museo Xavier Salomon, «potrebbe fornire un legame tra il Merisi e il giovane Velázquez»; «magari, qualche sua opera è giunta precocemente in Spagna, e lo ha ispirato», aggiunge Papi. Vannugli, prima disponibile, non accetta il colloquio: tace i dettagli della scoperta, e se l'ha comunicata agli allora proprietari. Ranieri degli Oddi non si trova. A Venezia, aveva un appartamento: la chiave del giallo è in Umbria o in Veneto? Qualcuno ha privato l'Italia di un mezzo capolavoro, che si doveva riconoscere. Neanche ora bisognerebbe ignorarlo. F.I.
Spagnoletto, il giallo del quadro emigrato
Il San Pietro di Jusepe de Ribera è stato acquistato dal Metropolitan Museum di New York per un milione di euro. L'opera, un dipinto di Jusepe de Ribera, è stata esportata dall'Italia senza la qualità artistica per essere vincolata. Il dipinto, un San Pietro penitente, è stato dipinto attorno al 1612-13 e apparteneva al cardinale Benedetto Monaldi Baldeschi. È stato presentato a Venezia come opera di scuola bolognese della prima metà del XVII secolo e ha ricevuto il permesso di esportazione. È stato ceduto all'antiquario Coll Cortés di Madrid, che lo ha ceduto al Metropolitan Museum di New York. Il dipinto è stato acquistato solo dopo aver verificato la regolarità dell'esportazione.
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