Attacco diretto del responsabile del progetto e nipote dello stilista agli intellettuali firmatari dell'appello a Napolitano contro la Torre «Si usa il nome di Cardin per finire sui giornali». Così Rodrigo Basilicati ha replicato all'appello, rivolto al Presidente della Repubblica, di alcune personalità del mondo della cultura che contestano la costruzione del Palais Lumière, la torre che dovrebbe sorgere a Marghera. Dopo la presa di posizione di Orsoni, a difendere il palazzo è proprio l'ingegnere responsabile del progetto e nipote dello stilista, che, invitato al Pes-Co in occasione di una serata del Round Table 32 Mestre, parla di attacchi strumentali e ingiustificati. «I "milanesi" e i "romani" cercano di demolire questo progetto criticandone uno alla volta i singoli dettagli - ribatte - e ogni volta che evidenziamo che hanno torto, cercano altre motivazioni inesistenti, perché in realtà si tratta di gradimento e di interessi personali. Ma chi sono queste persone, che titolo hanno per parlare di queste cose?». Basilicati ha parlato di tempi che stringono: «Ormai ci restano pochi giorni e un ritardo di una settimana renderebbe vano il tutto. Per fortuna abbiamo davanti un uomo di 90 anni che di problemi ne ha superati tanti e dobbiamo solo sperare che non si stanchi di tutte queste difficoltà». Ai numerosi presenti, i giovani professionisti mestrini membri della Round Table e del Club 41, agli altri ospiti, amministratori delegati e manager di alcune eccellenze del territorio veneto, Basilicati ha poi illustrato nel dettaglio il progetto del palazzo e dei dintorni, dell'università, del parco, del parcheggio e della viabilità. «Questo sarà il palazzo più sicuro al mondo» ha affermato nell'introdurre i dettagli tecnici della struttura. «La Round Table 32 di Mestre è sempre stata attenta alle dinamiche urbanistiche e sociali della città e pertanto abbiamo voluto organizzare questa serata per conoscere meglio il tema più "caldo" del momento, come certamente è il Palais Lumiere - afferma il presidente di Round Table Mestre, Andrea Bellon -. L'approfondita relazione di Basilicati ci ha colpito positivamente e il progetto, al di là di considerazione soggettive sull'aspetto estetico, è un'occasione straordinaria di richiamo turistico ed economico per tutta la città, di sviluppo di un nuovo polo dell'economia innovativa attorno alle nuove tecnologie costruttive del Palais, di riqualificazione di un'area fortemente degradata e di "ricucitura" urbana tra Mestre e Marghera. È inoltre un'importante oppurtunità occupazionale in questo momento difficile, sia in fase di costruzione che ad opera ultimata». Basilicati ha accennato alla possibilità di offrire a Fincantieri e a ditte della zona la produzione di pezzi di palazzo: «Peccato che Pilkington abbia deciso di delocalizzare, il Palais Lumiere avrà 180 mila metri quadrati di vetrate oscurabili, sarebbe stato interessante avere in zona un'azienda specializzata in questo settore».
VENEZIA - Palais Lumière, l'ingegnere: Usano il nome di Cardin per finire sui giornali
Il responsabile del progetto del Palais Lumière, Rodrigo Basilicati, ha risposto all'appello di alcune personalità del mondo della cultura che contestano la costruzione della torre a Marghera. Basilicati ha affermato che gli attacchi sono strumentali e ingiustificati, e che le critiche sono basate su gradimento e interessi personali. Ha poi illustrato il progetto del palazzo e dei dintorni, dell'università, del parco, del parcheggio e della viabilità. Basilicati ha anche sottolineato l'importanza del progetto per il turismo, lo sviluppo economico e l'occupazione. Ha accennato anche alla possibilità di offrire la produzione di vetrate oscurabili a Fincantieri e a ditte della zona.
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