L'ex direttore della biblioteca statale dei Girolamini resta in cella per l'inchiesta napoletana. Il tribunale del Riesame della Toscana ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Firenze per Marino Massimo De Caro, l'ex direttore della biblioteca statale dei Girolamini di Napoli accusato dalla procura di Firenze di aver rubato alcuni libri antichi anche dall'Osservatorio Ximeniano, che a Firenze faceva ricerca in meteorologia. De Caro resta comunque in carcere per effetto dell'ordinanza emessa nell'ambito dell'inchiesta della procura di Napoli, che lo vede accusato di aver depredato la biblioteca statale dei Girolamini di Napoli di centinaia di preziosi libri. L'ordinanza fiorentina, notificata in carcere a De Caro il 5 dicembre, è per furto aggravato e riguarda una trentina di testi del 1600-1700, molti sugli studi di Galileo. «Non abbiamo ancora letto il provvedimento del Riesame - spiegano i difensori di De Caro, gli avvocati Grazia Volo e Leo Mercurio - ma immaginiamo che i giudici abbiano accolto le nostre questioni riguardo l'insussistenza dei presupposti per la custodia cautelare». La nuova ordinanza di custodia cautelare per Marino Massimo De Caro, era scattato il 5 dicembre. Lo stesso De Caro, interrogato dai magistrati napoletani, aveva ammesso di aver portato via libri anche da altre importanti biblioteche italiane. L'ordinanza fiorentina, per furto aggravato, riguarderebbe una trentina di testi del 1600-1700, molti sugli studi di Galileo. Fra l'altro, per impossessarsi illecitamente dei volumi, De Caro avrebbe sfruttato il suo ruolo, occupato in passato, di consigliere del ministro per i Beni culturali. Firenze ha indagato De Caro anche per corruzione insieme al senatore del Pdl Marcello Dell'Utri. Secondo l'accusa avrebbero cercato di favorire alcuni imprenditori russi interessati a lavorare in Italia nel settore delle risorse energetiche. Dell'Utri avrebbe ricevuto «da tali soggetti, per il tramite di De Caro, consistenti somme di denaro, solo apparentemente giustificate dall'acquisto di un documento antico». Per la vicenda napoletana, il processo inizierà il 4 gennaio. Con De Caro saranno imputati altre quattro persone accusate di peculato in concorso con lui: Alejandro Eloy Cabello, Lorena Paola Weigandt, Viktoriya Pavlovskiy e Mirko Camuri.
FIRENZE - De Caro, il Riesame dice no al secondo arresto
Marino Massimo De Caro, ex direttore della biblioteca statale dei Girolamini di Napoli, resta in carcere per l'inchiesta napoletana. Il tribunale del Riesame della Toscana ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Firenze. De Caro è accusato di aver rubato libri antichi anche dall'Osservatorio Ximeniano di Firenze. L'ordinanza fiorentina riguardava una trentina di testi del 1600-1700, molti sugli studi di Galileo. De Caro è stato interrogato dai magistrati napoletani e ha ammesso di aver portato via libri anche da altre biblioteche italiane.
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