VENTINOVE capolavori dell' arte del Sei e Settecento napoletano in cerca di sponsor per il loro restauro. Nella chiesa dei Girolamini sono finalmente tornati a casa, per così dire, alcuni importanti dipinti che non si potevano vedere da anni perché chiusi nei depositi o custoditi in altri musei della città. Alcuni sono stati già restaurati, altri aspettano l' aiuto di uno o più generosi benefattori. Grazie all' iniziativa "La chiesa dei Girolamini - Recuperi e proposte", fortemente voluta dal soprintendente per il polo museale napoletano, Fabrizio Vona, e dal conservatore dei Girolamini, Umberto Bile, si potranno visitare di nuovo, la chiesa con i suoi tesori, negati da ormai troppo tempo al grande pubblico. «Continua così l' impegno da parte della Soprintendenza - spiega Vona-a voler riaprire tutti gli edifici di culto in città per riscoprire la bellezza di un patrimonio molto spesso dimenticato. E i Girolamini,a cui siamo particolarmente legati e che seguiamo costantemente, rappresentano uno dei tasselli più importanti, visto le recenti e tristi storie». La visita al complesso monumentale dei Girolamini si arricchisce così della chiesa oltre al tour al giardino degli aranci, appena restaurato, alla pinacoteca e al chiostro maiolicato. L' ingresso e le visite guidate sono gestite dalla biglietteria del Museo del tesoro di San Gennaro (via Duomo 149, l' intero complessoè aperto lunedì, martedì, giovedì, venerdì 9.30-17, sabato 9.30-13, domenica e festivi 9.30-11, chiuso mercoledì, biglietto 7 euro, per orari di visita alla chiesa ed alla pinacoteca info 081 29 49 80). Il pubblico potrà ammirare di nuovo le ventinove opere d' arte, soprattutto di maestri napoletani del diciassettesimo e diciottesimo secolo, ricollocate al loro posto d' origine, nella navata sinistra della chiesa di Santa Maria della Natività, meglio nota come chiesa dei Girolamini, ognuna accompagnata da una didascalia che ne indica il costo necessario per essere restaurata. «Nonostante che la chiesa per ragioni di culto sarà aperta tutti i giorni solo dalle 10 alle 11 e dalle 14.30 alle 15.30, ho deciso di esporre - dice Umberto Bile - le importanti tele di Luca Giordano, De Mura, De Matteis, Guido Reni, insieme a quelle di tanti altri artisti, a volte ancora in un cattivo stato di conservazione, per far sì che si sappia che servono nuovi fondi per completare gli interventi di restauro. Alcuni quadri sono stati già salvati grazie al contributo gratuito dell' Aren, l' associazione di restauratori napoletani, che ha finanziato l' operazione per il 50 per cento, mentre il rimanente è arrivato da risorse del lotto della direzione regionale dei beni culturali della Campania. Il "San Francesco di Sales" di Luca Giordano ha avuto il contributo di Rotaract Napoli Sud Ovest».A parlare a nome dell' Aren è Maria Pia Corsale: «Abbiamo prestato la nostra opera, come da statuto, a titolo gratuito, perché siamo dall' anno scorso un' associazione di restauratori ed operatori dei beni culturali che lavora nel nostro territorio senza scopo di lucro. Il lavoro ai Girolamini lo abbiamo dedicato all' auspicata rinascita di Napoli».