d.lon.) Murazzi, ci prova anche la giunta Fassino. Rimasti nel cassetto i numerosi tentativi fatti in passato di mettere ordine nel groviglio di norme che interessano i locali, i dehors e le arcate lungo il Po, e dopo i blitz della magistratura, ieri a Palazzo Civicoè stato approvato un piano presentato dall' assessore all' Urbanistica Ilda Curti che, dice, «punta alla riqualificazione e alla salvaguardia del complesso, sacrificato dal disordine delle strutture esterne dei locali». Un modello già adottato in altri luoghi, come piazza Vittorio. Frutto del confronto con cittadini, operatori commerciali, sovrintendenza e aziende come Iren e Amiat, il piano, che dovrà essere approvato dalla Sala Rossa, detta le nuove regole per la zona. Non si potranno aprire più locali, ma solo altre attività, più diurne, come palestre e negozi, per le arcate libere. Verranno fissati paletti per i dehors, tra colori e materiali, e i gestori dovranno attenersi a questo menù per realizzare gli spazi all' aperto che non potranno essere più fissi e non saranno realizzati lungo il fiume. Durante la chiusura, se superiore alle dieci ore, i titolari dovranno smontare le pareti laterali dei dehors per permettere il passeggio sotto le tettoie di giorno. Le spese? Tutte a carico dei titolari dei locali. Il lato fiume non rimarrà sguarnito. Il Comune darà la possibilità ai gestori - ormai tutti si sono messi in regola con l' affitto e l' occupazione del suolo pubblico pagando una maxi multa complessiva che si aggira intorno ai 200 mila euro - di allestire pedane. L' assessore Curti paragona le nuove strutture «a dei pontili», ma non sporgeranno sul fiume. Spazi dove si potranno mettere tavolini e ombrelloni, oltre a banconi. Il tutto smontabile e "precario".