HO SPESSO dato atto dell' impegno di Pasquale Belfiore, assessore al centro storico nell' ultima giunta Iervolino, nella elaborazionee redazione del Grande Programma Centro storico di Napoli-Sito Unesco. Reputo quindi assai opportuno che abbia fatto la cronistoria ( Repubblica di domenica scorsa) della tormentata vicenda dei 220 milioni, integrati da altri 60, assegnati a tale Programma di restauri monumentali e di interventi contro il degrado nel centro storico di Napoli, inopinatamente prima sospeso, poi annullato (2010) dalla sopravvenuta giunta regionale Caldoro. S embrava che l' iniziale furore iconoclastico dell' assessore Miraglia nei confronti del Madre si ripercuotesse anche sul patrimonio storico-artistico del centro storico di Napoli. Belfiore ha invece signorilmente sorvolato sulla contestazione da parte di un suo collega del "Piano di gestione" del centro storico, al quale avevano collaborato a titolo gratuito numerosi esperti, mentre altri hanno elaborato un piano alternativo; quest' ultimo commissionato e ben retribuito dall' ex presidente degli industriali Lettieri, allora candidato in pectore a sindaco di Napoli. Tornando al predetto Programma non si contano sulle pagine di Repubblica le ferme prese di posizione di Italia Nostra contro i citati, dannosi provvedimenti della Regione, finché l' assessore all' urbanistica Taglialatela, nel 2011, non ha deciso la ripresa del Programma dimezzando però i fondi per il centro storico a soli 100 milioni. Anche sul nuovo Programma sono stati necessari reiterati appelli dell' associazione per far inserire nei restauri monumenti di straordinario interesse artistico come la Farmacia degli Incurabili, esclusa in quanto era prevalso il discutibile criterio di concentrare i ridotti interventi nell' area del decumano centrale: persistono i deleteri esiti della filologica ma pericolosa distinzione tra centro antico (l' area di Neapolis) e centro storico, ancora vigente nella facoltà di architettura, che sottende, come si vede, una sorta di "tutela attenuata" per i quartieri al di fuori delle mura aragonesi. È stato infine ripescato il complesso degli Incurabili, tuttavia non sono sicuro se ciò è il risultato delle accuse di incompetenza espresse da Italia Nostra o piuttosto dalla acquisita consapevolezza che il patrimonio storico degli Incurabili, su cui si è manifestato il fattivo interesse dei medici (specialmente del chirurgo Rispoli), fa parte del complesso ospedaliero e costituisce un prezioso serbatoio elettorale. Graziea un appello pubblicato da Repubblica siamo poi riusciti a far inserire nei restauri pure il Tempio della Scorziata, danneggiato da un grave incendio causato dall' abbandono in cui versa. Inoltre devo segnalare un aspetto poco trasparente dell' attuale vicenda (ancora riflessi elettorali?). L' assessore Taglialatela, specializzatosi anche nel taglio dei vincoli paesaggistici in aree pregiate della Campania, ha depennato dal Programma approvato alcuni importanti monumenti prima inclusi. Sono i seguenti complessi monumentali: Museo Filangieri, Pio Monte della Misericordia e Monte di Pietà. Motivazione: sono considerati privati. È stato invece definito "soggetto pubblico" come se fosse proprietà demaniale, e quindi inserito, il Duomo di Napoli. Mi associo infine alle giustificate preoccupazioni e al responsabile incitamento di Belfiore affinché si aprano subito i cantieri esecutivi dei predetti restauri. Ma ciò dipende purtroppo ancora una volta dalla convenienza che vi ravvisa o meno qualche assessore regionale che intende presentarsi alle elezioni politiche di febbraio. L' autore è presidente di Italia Nostra sezione di Napoli
NAPOLI - Riflessi elettorali sul centro storico
L' assessore al centro storico Pasquale Belfiore ha elogiato il suo predecessore Iervolino per aver elaborato il Grande Programma Centro storico di Napoli-Sito Unesco. Il programma prevedeva 220 milioni di euro per restauri monumentali e interventi contro il degrado nel centro storico di Napoli, ma è stato sospeso e poi annullato dalla giunta regionale Caldoro. Belfiore ha criticato il piano di gestione del centro storico, che è stato criticato da Italia Nostra e da altri esperti. Il programma è stato ripescato, ma con fondi dimezzati a 100 milioni. I restauri includono la Farmacia degli Incurabili, esclusa inizialmente, e il Tempio della Scorziata, danneggiato da un incendio.
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