I resti dell'anfiteatro romano affiorati durante i lavori per la realizzazione del Teatro dell'Innovazione vanno salvaguardati in tutti i modi possibili. Anche la sezione di Taranto della Società di Storia Patria interviene a difesa della tutela dei resti dell'anfiteatro. E lo fa scrivendo al ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giuliano Urbani, al Soprintendente Archeologo per la Puglia, Giuseppe Andreassi, e al sindaco Rossana Di Bello. «Dalla stampa -scrivono -apprendiamo che nel corso dei lavori di ristrutturazione dell'edificio già adibito a uffici municipali (sito in Taranto alla via Anfiteatro) e delle correlate opere di costruzione del "Teatro di Innovazione", in alcuni locali destinati da progetto a ospitare attività commerciali sono stati rinvenuti monumentali resti di strutture murarie pertinenti al locale anfiteatro di età romana, per di più con significative tracce di riuso protrattosi fino all'età medievale». In relazione alla straordinaria rilevanza scientifica e storica delle scoperte, la sezione tarantina della Società di Storia Patria, spiega il presidente Nicola Gigante, ai sensi dei propri compiti istituzionali di "tutela del patrimonio storico pugliese, interponendo la propria autorità e l'opera dei soci a difesa delle ricchezze bibliografiche, monumentali ed artistiche minacciate e trascurate" (art. 1 dello Statuto della Società, approvato con D.P.R. 1250 del 23-12-1977 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n 218 del 5-8-1978) «auspica e formalmente richiede di realizzare immediatamente le seguenti iniziative: estendere i saggi di scavo all'area contigua a quella del rinvenimento, area un tempo occupata dal mercato ortofrutticolo (cosiddetta Piazza Coperta); garantire la tutela e la piena valorizzazione storico-culturale dei resti monumentali fin qui rinvenuti, nonché di quelli che potrebbero essere ancora ulteriormente scoperti». Una richiesta che cade all'indomani dei lavori del Consiglia comunale «net corso del quale i consiglieri Nello De Gregorio (Unità socialista) e Franco Boccuni (Udc) hanno sollevato la problematica chiedendo che i resti vengano valorizzati senza dover necessariamente stravolgere il progetto che prevede la realizzazione del Teatro dell'Innovazione. Va anche detto, però, che sia dai costruttori che dal Comune è stato assicurato che nella realizzazione del progetto del Teatro si sarebbe tenuto conto degli eventuali rinvenimenti archeologici. Ma, come da più parti viene richiesto, sarebbe il caso che sull'interessante questione vengano prese posizioni concrete e fattibili.
(Taranto) Ministro, l'Anfiteatro va salvaguardato e valorizzato in pieno. Presa di posizione della Società di Storia Patria
La sezione di Taranto della Società di Storia Patria ha scritto al ministro per i Beni e le Attività Culturali, al Soprintendente Archeologo per la Puglia e al sindaco di Taranto per difendere la tutela dei resti dell'anfiteatro romano rinvenuti durante i lavori per la realizzazione del Teatro dell'Innovazione. I resti furono trovati in alcuni locali destinati a attività commerciali e mostrano tracce di riuso fino all'età medievale. La società richiede l'estensione dei saggi di scavo all'area contigua e la tutela e valorizzazione storico-culturale dei resti monumentali.
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