Sono il fiore all'occhiello di Gibellina, punto di riferimento per studenti universitari e studiosi, ma anche per turusti curiosi. Ma oggi chiuderanno, seppure temporaneamente, le loro porte al pubblico. Stiamo parlando del Museo delle Trame Mediterranee del Granaio e la Biblioteca della Fondazione Orestiadi, fondati da Ludovico Corrao vent'anni fa. La decisione, presa a malincuore dalla presidentessa Francesca Corrao, è legata ad un momento di grave difficoltà economica che la fondazione sta attraversando con ritardi nell'erogazione dei contributi per i progetti già realizzati. E cosl i dipendenti sono rimasti senza stipendi negli ultimi mesi. Adesso, tutti assieme, hanno deciso questa forma di protesta, sperando di sensibilizzare politici e amministratori sul futuro della Fondazione. Giusto lo scorso anno il museo, che a oggi conta circa 15.000 visitatori annui, ha ricevuto il Premio «Icom 2011», come «miglior progetto di mediazione culturale in Italia". Suddiviso in due sezioni, una dedicata all'arte contemporanea e un"Itra alle arti decorative tipiche del Mediterraneo. Al suo interno opere di Pietro Consagra, Domenico Paladino, Arnaldo Pomodoro, Mario Schifano, Joseph Beuys e tanti altri. La biblioteca invece conta una raccolta di oltre 20.000 volumi, molti dei quali pezzi rari sulla storia del Comune, dal terremoto che lo rase al suolo fino ad oggi. Oltre ad una sezione in lingua araba. Francesca Corrao, che dopo la morte del padre tiene le redini della fondazione, proprio di recente, aveva anche pensato alla vendita di alcune opere di minor valore per poter cercare di salvare il salvabile, ma niente da fare. «Sono parecchio dispiaciuta - afferma - volevo tentare la vendita di alcune opere, ma purtroppo non mi è stato possibile perché sono patrimonio della Regione».