SULMONA La notizia della richiesta, fatta alla Soprintendenza, dal Ministero per i Beni e le Attività culturali di inviare una documentazione dettagliata per apporre un vincolo sull'area circostante l'Abbazia Celestiniana, ha suscitato reazioni opposte all'interno della maggioranza e, in qualche modo, ha scoperto le carte. Se fino a poco tempo fa l'assessore Di Iorio sosteneva l'impossibilità di impedire lottizzazioni nell'area perché ci sarebbe stato un trattamento iniquo e si sarebbero quindi dovute riscrivere le regole dell'intero Prg, oggi, dopo l'ipotesi del Ministero, che in qualche modo lo avrebbe tolto dall'imbarazzo, l'assessore non cede il passo e conferma la necessità di intervenire sull'area. «Se il Ministero porrà il vincolo -spiega Di Iorio- non potremmo far altro che prenderne atto, ma l'area deve essere riqualificata e deve essere oggetto di un progetto complessivo che tenga conto del recupero dell'Abbazia, ma anche della realizzazione di zone di servizio. Se il Ministero vuole intervenire -conclude provocatoriamente- allora che imponga anche la demolizione dell'esistente». Opposta, invece, la reazione dei Ds che, per primi, avevano posto il problema nella coalizione. «L'interessamento del Ministero è per noi motivo di orgoglio -commenta il segretario dei Ds Oreste Tolone- perché siamo stati noi, assumendocene anche le responsabilità politiche, ad aprire il dibattito culturale sull'opportunità di salvaguardare un bene prezioso come l'Abbazia Celestiniana, salvaguardia che non può limitarsi al recupero del solo edificio medievale». L'approvazione della delibera di autotutela del Prg, insomma, non ha sopito il dibattito sul futuro urbanistico della città e dell'Abbazia Celestiniana in particolare.