Dopo la recente grande asta di Sotheby's a Londra, che ha portato nuovamente alla ribalta il nome di Toscanini, una seconda asta avrà luogo, e questa volta a Milano domani da Bolaffi, in via Manzoni 9 alle 19 (esposizione oggi dalle 10-13, 14.30-19). All'annuncio della partecipazione del Comune di Milano, con il proposito di creare una fondazione e probabilmente un museo, si è aggiunto ora l'appello congiunto di Fondazione Toscanini e Teatro Regio di Parma inviato al ministro per i beni culturali Lorenzo Ornaghi affinché vi prenda anch'egli parte con mandato ufficiale. Si tratta di un'asta particolare, che porta titolo "Arturo Toscanini, la vita, la famiglia, gli affetti" e punta dunque sull'uomo piuttosto che sull'artista. Più che un'asta, una storia. Ma nello sterminato carteggio che include nomi celeberrimi (Puccini, Pizzetti, Ravel, Debussy, Catalani, D'Annunzio...) o imprevedibili (come la lettera di Adolf Hitler, 3 aprile1933), sta anche la spiegazione di accadimenti e pensieri mai resi noti prima. LE BIOGRAFIE (persino quella accuratissima di Harvey Sachs) non potevano conoscere certi perché, sentimenti e reazioni venuti alla luce da queste pagine. Epistolario che si spera dunque possa rimanere integro, per l'approfondimento dello studio sull'uomo universalmente conosciuto come il più grande direttore d'orchestra di tutti i tempi. Ci sono le lettere degli eredi di Wagner (di cui 5 di Eva Chamberlain e altre di Daniela Thode von Bulow e di Winifred Wagner) da Bayreuth, dove Toscanini, ritenendo un grande onore per lui essere il primo direttore d'orchestra non tedesco invitato a dirigervi, offerse gratuitamente la sua partecipazione al festival 1930-31. C'è la lettera di condoglianze di Puccini per la morte del figlioletto di Toscanini Giorgio, di 6 anni, avvenuta a Buenos Aires nel 1906. C'è la canzonetta autografa che Zoltan Kodàly compose per le nozze di Wally Toscanini. Illuminanti (quanto, per un musicista!) gli spartiti coperti di annotazioni e commenti di pugno del Maestro. MENTRE APRONO un emozionante squarcio sul privato le fotografie, lettere, pellicole e oggetti, come l'ottocentesco carillon meccanico in tartaruga, oro e smalti, che cela una storia gentile: Toscanini amava il canto degli uccelli e a Riverdale ne teneva molti in una voliera. Un anno, per un improvviso e sconosciuto virus, ne morirono parecchi e il maestro fu molto addolorato. Per consolarlo, una affezionata ammiratrice gli fece dono di questo carillon. Ci sono il personalissimo pince-nez e il monocolo che il Maestro usava per la lettura. C'è il frac "delle grandi occasioni", quello firmato da Caraceni, tagliato su misura per Toscanini e con tasselli di stoffa all'interno di giacca e pantaloni che recano il nome del proprietario (data 1933). C'è beninteso una bacchetta. Questa è di legno, omaggio di una ammiratrice. Sono molte le bacchette di Toscanini esistenti, ma pochissime quelle integre. Spesso il Maestro le spezzava durante prove particolarmente animate.
MILANO - Toscanini all'asta. Lettere e cimeli saranno dispersi.
A Milano, domani, a Bolaffi, in via Manzoni 9, si terrà una seconda asta per l'epistolario di Arturo Toscanini, che porterà titolo "Arturo Toscanini, la vita, la famiglia, gli affetti". L'asta è stata annunciata dal Comune di Milano, che intende creare una fondazione e probabilmente un museo. La partecipazione è stata richiesta anche dal ministro per i beni culturali Lorenzo Ornaghi. L'asta include lettere e oggetti personali del Maestro, come fotografie, pellicole e un carillon meccanico in tartaruga. Ci sono anche oggetti di uso quotidiano, come il personalissimo pince-nez e il monocolo di Toscanini.
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