La Torre rappresenta lo scandalo edilizio del secolo, altro che biglietto da visita per future realtà occupazionali. L'intera operazione si inquadra in un'ulteriore privatizzazione totale anche di questo pezzo di territorio che abbisogna di ben altri progetti e costruzioni. Il tutto è stato preceduto da una montagna infinita di deroghe e di concessioni più che sospette solo per il presunto "interesse pubblico" che si cela (proprio il caso di dirlo) dietro la costruzione della Torre. Attraverso la retorica dei posti di lavoro si cancellerà definitivamente ogni reale prospettiva di continuità produttiva industriale a Venezia. Appariranno scontate le reazioni dei cosiddetti "realisti" ma è d'obbligo farsi solo qualche domanda. Quel mostro quando sarà veramente finito in una città dove quasi nulla viene portato a compimento (il tram stesso parla chiaro)? Quanti disagi e quanti problemi creerà a quel poco di economia che ancora sopravvive a ridosso della laguna? Che immagine darà della città stessa? Quali effetti di subsidenza provocherà nei terreni circostanti? Ricordiamoci la fragilità del sottosuolo nella zona e quanti problemi sono "fuoriusciti" omi qualvolta si è scavato a ridosso della cintura lagunare. Quanti soldi pubblici costeranno i lavori di supporto se è già previsto il riammodernamento dell'intero assetto ferroviario verso i moli commerciali di Porto Marghera? Quali serie prospettive di sviluppo residenziale contiene se ci saranno migliaia di appartamenti privati in vendita a due milioni di euro l'uno? In altri termini, quali aziende si nascondono dietro al cosiddetto "magnate filantropo" allo scopo di poter addirittura riciclare capitali sospetti? Come mai sono sempre le stesse società che spingono verso questo genere di devastanti soluzioni? Quella torre è davvero uno scempio. Un'offesa incancellabile per l'interesse pubblico tanto quanto quel faro luminoso che hanno intenzione di apporre sulla cima del mostro che rovinerà per sempre anche le luci naturali e le magiche atmosfere di una Venezia unica nel suo splendore. Urge la creazione di comitati, movimenti reali per contrastare contro questa "vergogna", il corollario di bugie che la circondano e la vocazione salvifica di cui si ammanta. "Palais Lumière" è il nostro ponte sullo stretto. Una grande opera che non risolverà nemmeno uno dei problemi in laguna. Uno sfregio al buon senso e alla stessa intelligenza umana che storicamente ha fatto di questa città un esempio unico al mondo.