vincenzo prestigiacomo E' uno straordinario monumento della memoria cittadina che torna a vivere. Dopo un complesso intervento di restauro durato quattro anni (10 milioni di euro finora spesi) ieri è stato inaugurato il seicentesco convento di S. Antonio di Padova, che il popolo ha sempre chiamato S. Antonino. La destinazione d'uso è quella di un polo linguistico dell'Università, con aule didattiche e laboratori. L'Ateneo palermitano acquisì la struttura nel 2004. E' stato recuperato il "blocco Smiriglio", che si trova nella parte più antica del complesso, precisamente nella chiesa adiacente. Sono intervenuti alla cerimonia il rettore Roberto Lagalla il presidente del centro Linguistico di Ateneo Patrizia Ardizzone, i responsabili dell'intervento di recupero, autorità cittadine e militari. Non ha potuto partecipare all'evento il presidente della regione Rosario Crocetta. Molto soddisfatto è apparso il rettore dell'Università Roberto Lagalla: «Con S. Antonino offriremo nuovi spazi e nuove strutture ai nostri studenti». Poi ha ringraziato pubblicamente l'ex rettore Giuseppe Silvestri per avere avviato i lavori di recupero del sito. E il presidente Patrizia Ardizzone: «Il Centro rappresenta il tassello ultimo di internalizzazione. Il Cla offrirà corsi e esercitazioni in arabo, cinese, francese, giapponese, inglese, neogreco, russo, spagnolo, tedesco». Le opere di restauro hanno consentito di portare alla luce aspetti dell'edificio sino ad oggi poco conosciuti, così come è accaduto con S. Anna alla Misericordia. Gli interventi sono stati effettuati d'intesa con la Soprintendenza di Palermo, dato che l'ex convento è sottoposto a vincoli di tutela. Palermo, come tutte le città di antica fondazione, ha un passato complesso e variegato. Conventi e Chiese ben si collocano nell'ottica di riattribuire il giusto senso ad episodi architettonici ed eventi storici secolari. L'ex convento e la chiesa di S. Antonino furono costruiti dai Frati Minori a partire dal 13 giugno 1630, nel giorno della festività del santo patavino, a pochi passi dalla Porta Vicari, a ridosso delle mura che costeggiavano Palazzo Cutò. Il convento doveva servire come infermeria. La direzione dei lavori fu affidata a frà Ludovico da Castrogiovanni, molto esperto nella costruzione di conventi e stimato presso il popolo. S. Antonino è un complesso architettonico dall'imponente solennità con all'esterno un grande cortile quadrato circondato da un porticato con alte colonne in pietra Billiemi e all'interno saloni con volte a botte e a crociera. La struttura si estendeva attorno a due chiostri e conteneva l'Oratorio di Nostra Signora del Presepe decorato nel 1642. Dopo il 1866, l'edificio fu utilizzato come caserma ed è stato in seguito soggetto a diverse trasformazioni. Un angolo molto interessante è l'ambiente un tempo dedicato alla fabbricazione del pane, reperto di archeologia industriale la cui perla è il gigantesco mulino in legno massiccio. Gli anziani ricordano ancora il drammatico assedio al mulino nel corso della seconda guerra mondiale da parte di cittadini affamati. 18122012
SICILIA - Il monumento della memoria. Dopo un complesso intervento di restauro è stato inaugurato il convento di S. Antonio
Il convento di S. Antonio di Padova, noto come S. Antonino, è stato inaugurato dopo un intervento di restauro durato quattro anni (10 milioni di euro) e destinato a diventare un polo linguistico dell'Università di Palermo. Il complesso, costruito dai Frati Minori nel 1630, era stato utilizzato come infermeria e successivamente come caserma. Gli interventi di restauro hanno portato alla luce aspetti dell'edificio poco conosciuti. Il centro offrirà corsi e esercitazioni in diverse lingue, tra cui arabo, cinese, francese, giapponese, inglese, neogreco, russo, spagnolo e tedesco.
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