Antonino zichichi Quando cinquant'anni fa sono riuscito a convincere il fior fiore della Fisica di quei tempi (Blackett, Rabi, Weisskopf) a creare a Erice la prima Scuola al mondo che si occupava dell'Universo subnucleare (allora poco noto, oggi al centro delle ricerche di altissime energie) i miei amici (veri) mi dissero: sei matto? La Sicilia è terra di mafia. Non verrà nessuno. Fai la Scuola a Bologna dove c'è la più antica Università del mondo e dove tu hai vinto il concorso. «E no - risposi -. La Sicilia è la mia terra che ho abbandonato per passione scientifica. Erice è il primo esempio di città voluta da Federico II. Erice è dove i miei antenati sono stati per poco meno di un millennio (dal 1200 fino all'unità d'Italia, che ha tolto a Erice tutti i privilegi d'indipendenza che avevano resistito fino alla fine del XIX secolo). È il minimo che io possa fare per la mia terra d'origine». Il primo anno della Scuola dedicata alla Fisica Subnucleare, specialità non ancora nata ma da pochi fisici immaginata, fu un enorme successo scientifico. Iniziò così l'apertura a tutte le frontiere del sapere moderno. E così è stato nel corso dei 50 anni di attività che hanno visto ben 113.684 scienziati di 932 Università e Laboratori di 140 Nazioni prendere parte alle conquiste scientifiche nate dalla interazione tra studiosi impegnati a risolvere problemi mai prima affrontati. Le prove sono nei fatti: ben 76 scienziati hanno avuto il Nobel dopo la loro partecipazione alle attività del Centro di Cultura Scientifica "Ettore Majorana" mentre 49 lo avevano già quando sono venuti: totale 125 Premi Nobel, tra cui alcuni giganti della Scienza del XX secolo, che venivano alle Scuole di Erice come "studenti". Il caso più clamoroso fu Wigner, padre del Teorema del Tempo, mio grande sostenitore per essere io l'autore degli esperimenti di alta precisione sulla validità del Teorema di Wigner nelle Forze Elettromagnetiche. Ebbene, quando Crocetta mi telefonò rimasi sorpreso dalla cultura che quest'uomo politico - che non avevo mai conosciuto - seppe dimostrarmi di avere. Mi colpì quando mi disse: «Professore, Lei da tempo sostiene che la cultura detta moderna è in realtà pre-Aristotelica. Molti guai in cui ci troviamo - incluse le 71 Emergenze Planetarie - hanno le loro radici nel fatto che la cultura del nostro tempo non è al passo con le grandi conquiste della Scienza. Io Le offro la possibilità di agire affinché quanto da Lei detto in questi anni possa diventare realtà. Io vorrei che in Sicilia si voltasse pagina. È un'impresa molto ardua. Le chiedo di darmi una mano». Non potevo dir no a quest'uomo politico che sapeva tutto sulle mie battaglie culturali. Quando detti la notizia ai miei colleghi della WFS (World Federation of Scientists) nessuno poteva crederci anche perché nel passato avevo sempre detto no a offerte per fare il ministro, per essere capolista nel Nord-Est per le elezioni al Parlamento Europeo e per tante altre cose, dicendo "io non voglio diventare un uomo politico". Io sono fermiano: voglio continuare a fare Scienza nel settore a me più congeniale, la Fisica subnucleare. Enrico Fermi diceva: un vero scienziato non deve mai smettere di fare Scienza. Crocetta mi ha chiesto di non abbandonare i miei progetti scientifici e di entrare nel suo governo affinché i siciliani possano essere orgogliosi della Cultura moderna che ha radici nella nostra Sicilia, da Archimede a Majorana. 16122012