C'ERA UNA VOLTA un mago. Si chiamava Virgilio, e la sua magia più grande era la poesia. Nelle sue parole, nei suoi versi prendevano vita i ritmi della natura e le avventure degli uomini. Era un mago italiano: era nato a Mantova, aveva fatto fortuna a Roma, e quando andò in pensione si trasferì a Napoli. A NAPOLI la sua magia diventò più pratica. Riuscì a infilare un uovo dentro un fiasco di vetro, poi mise tutto in forziere di ferro, e lo chiuse in un castello sul mare. Da allora quel castello si chiamò «dell'uovo incantato»: e oggi esiste ancora, e si chiama Castel dell'Ovo. Fino a che l'uovo non si romperà, disse Virgilio, Napoli non cadrà. A Napoli Virgilio fece tante altre magie. Per esempio creò un grande cavallo di bronzo: e quando i cavalli della città erano stanchi o malati, o avevano semplicemente perso un ferro, bastava che toccassero quella statua ed erano risanati. Ma i maniscalchi napoletani, che non avevano più lavoro, distrussero quel bronzo: si salvò solo la testa. Per molto tempo si è pensato che la grande testa di cavallo che vedete nella fotografia fosse stata fatta al tempo di Virgilio: anzi, che fosse proprio quella del cavallo magico. Ma oggi uno storico dell'arte (che si chiama Francesco Caglioti) ha dimostrato che quella testa è opera di un altro mago. Quel mago si chiamava Donatello, e viveva a Firenze: era tanto potente che pur essendo morto da cinquecento anni è ancor'oggi più vivo della maggioranza della gente che conosco. EBBENE, ai tempi di Donatello nessuno sapeva più fare un cavallo di bronzo. Così, quando il re di Napoli (che si chiamava Alfonso) volle farsi fare una statua a cavallo da mettere in cima al suo arco trionfale (proprio come facevano gli imperatori romani) si rivolse proprio a Donatello, il mago della scultura e del bronzo. Donatello era molto vecchio, e fece in tempo a fare solo la testa, che fu spedita a Napoli: dove ancora oggi la possiamo vedere. Quando i napoletani la videro, furono stupefatti: le grandi narici dilatate (si chiamano 'froge'), la bocca aperta e le orecchie in movimento facevano sentire quel cavallo vivo e vero. La magia di Donatello è così grande che anche a noi, oggi, sembra di vedere un cavallo intero, anzi di sentirlo nitrire, e scalciare. E forse, un po' dei poteri dell'uovo magico di Virgilio sono passati alla magia dell'arte di Donatello: finché saremo capaci di leggere, capire e amare un'opera come questa, Napoli non cadrà