LUOGO DI ADDII E DI RITORNI Una scatola di pietraforte spaccata da una cascata di cristallo è il palazzo più magico di Firenze: dove finiscono tutte le persone che, di corsa, salgono le sue scale? E da dove arrivanno tutti quegli altri, che le scendono? Questa scatola mangia-persone è l'incantesimo di un grande mago, che si chiamava Giovanni Michelucci. Ed è un'opera d'arte che si chiama Stazione di Santa Maria Novella. Se c'entri dentro in una mattina d'inverno ancora buia, la luce fredda di un tappeto lunghissimo, e scintillante di marmo, ti accompagna ai piedi di un treno. Al ritorno, la stessa guida di bianco delle Alpi Apuane e rosso del Monte Amiata si srotola sontuosamente ai tuoi piedi: è come se tutta la Toscana corresse ad accoglierti, quasi fossi un imperatore arrivato a conquistare Firenze. Nessuna città si può dividere dal suo territorio, dalla sua terra: e se sai leggere i colori del marmo, quando arrivi a Santa Maria Novella riesci a sentire il profumo di due montagne lontane, e perfino quello del mare. Proprio come un imperatore che va verso la sua incoronazione puoi varcare la soglia di una basilica (che è un grande palazzo reale): sei pilastri colossali in marmo verde la dividono in tre navate, e le pareti sono foderate di giallo di Siena, fino ad un cielo di vetro. È la biglietteria. Te la lasci alle spalle, ed esci: nel cuore di Firenze. E senti che il biglietto più importante che hai "comprato" sbarcando a Santa Maria Novella è il dono di saper vedere. Saper vedere che l'arte non è una cosa che è nata per stare in quei posti meravigliosi che sono i musei. L'arte è nata per accogliere la nostra vita di tutti i giorni. Quando esci dalla scatola magica di Michelucci, la prima cosa che vedi è un'altra scatola, costruita con la stessa pietra, ma settecento anni prima. È come una sorella maggiore della stazione, a cui ha dato anche il nome. Infatti è una chiesa, che si chiama Santa Maria Novella: che vuol dire che Maria ha avuto una novella, cioè una notizia, bellissima. La notizia è che aspetta un bambino, Gesù. Se giri intorno a questa scatola, anche tu avrai una bellissima notizia: l'altro lato della scatola. Che è un mare di marmi colorati solcato da tantissime vele spiegate. Se lo attraverserai, ed entrerai in quella scatola, conoscerai tre giganti fratelli che si chiamano Giotto, Brunelleschi e Masaccio. Ma questa è un'altra storia, un altro racconto.