Da una parte Italia Nostra, che invoca per il Museo Geologico di Santa Susanna, la conservazione e la tutela di una collezione di inestimabile valore, che comprende perfino nove dinosauri del lago di Corno. Dall'altra l'assessore al Patrimonio Claudio Minelli che difende il progetto della Giunta perché «con questa operazione - afferma - la città si ritroverà un'amministrazione più moderna e avrà la possibilità di utilizzare 48 mila metri quadri di immobili di straordinaria importanza storico monumentale, oggi destinati a uffici comunali, mentre invece diventeranno nuovi straordinari spazi museali». E se da una parte Italia Nostra vuole la conservazione dello storico edifìcio di largo Santa Susanna con il suo patrimonio geologico, dall'altra Claudio Minelli spiega che «l'immobile non verrà ceduto ai privati», come paventato dall'associazione ambientalista, ma resterà di «proprietà statale». E prosegue: «Non ci sarà alcuna devastante trasformazione, ma tutto il progetto del recupero di largo Santa Susanna sarà attuato nel rispetto di vincoli e prescrizioni». Non solo. «Il suo inserimento nel programma concordato tra Agenzia del demanio e Comune di Roma consente la realizzazione del Polo Museale Internazionale di Via dei Cerchi». Più nei particolari, secondo l'assessorato al Patrimonio, il nuovo progetto di utilizzo concordato con l'agenzia del demanio «prevede il recupero dei valori spaziali del progetto originario dell'edificio, ripulendo lo stesso di tutte le manomissioni ed aggiunte interne che ne hanno alterato la struttura tipologica ed architettonica, e la demolizione di tutte le superfetazioni anche recenti». E inoltre il mantenimento al primo piano dello spazio espositivo per circa 600 metri quadri per ospitare la collezione di marmi e minerali antichi con una pavimentazione trasparente per ammirare i reperti archeologici delle mura serviane, oltre la conservazione della biblioteca.