Tele annerite o con strappi: un patrimonio da tutelare i capolavori Recuperati da depositi o prestiti: Era dalla fine della seconda guerra mondiale che non si vedevano così tanti quadri sugli altari delle cappelle che si susseguono lungo la navata sinistra dei Girolamini, la cattedrale di via dei Tribunali dedicata a «,Santa Maria della Natività e Tutti i Santi». La maggior parte delle opere, difatti, o stava in deposito oppure era stata data in prestito a enti e musei, ma ora sono state tutte restituite. E sono tutte da restaurare, indistintamente, visto il pessimo stato di conservazione in cui si trovano. «Proprio per questo motivo» racconta Umberto Bile, responsabile dal giugno scorso della conservazione e della custodia giudiziaria del complesso religioso «abbiamo pensato di fare una mostra al contrario. Ovvero, esporremo le opere così come sono attualmente: con strappi, rotture e scollamenti di pellicola, in modo che visitatori e fedeli siano coinvolti e comprendano i problemi che affliggono questo patrimonio unico al mondo custodito nelle chiese di Napoli». Le tele saranno al loro posto, nelle cappelle, a partire da domani alle 17. E saranno presentate con una cerimonia che vedrà l'intervento del Soprintendente speciale al Polo Museale napoletano, Fabrizio Vona, e delle autorità religiose cittadine oltre che del «custode» del monumento, Umberto Bile. In tutto, nelle sei cappelle (la prima e la seconda vennero disegnate da Dionisio Lazzari) della navata sinistra del complesso, sono state rimesse al loro posto ventotto tele, di cui ben otto sono di Luca Giordano: tra quelle particolarmente interessanti ci sono un «San Nicola di Bari», «San Gennaro», «Gli Angeli con la tiara», «Angeli con Ampolline», la «Madonna con Bambino». «Tra le opere che mettiamo in mostra - rivela Bile - va segnalata una bellissima tela di Guido Reni in cui il pittore propone un "San Francesco in preghiera" realizzato a Bologna, qualche mese dopo il suo soggiorno a Napoli nel 1622». Ancora, ci sono una tela di Paolo De Matteis, datata 1726, e raffigurante la «Vergine con i Santi Pietro, Paolo e Francesco di Sales»; oli di Francesco De Mura, un «Eterno padre con Sant'Anna e San Gioacchino» di Giuseppe Marulli, la «Sant'Agnese» del Pomarancio e un «Gesù flagellato e confortato dagli angeli» di Cesare Fracanzano. Per tutte queste tele, in più di mezzo secolo non è stato mai messo in cantiere un progetto di restauro e pulitura. Ragion per cui i danni provocati Ball' incuria vanno dal distacco della pellicola pittorica all'ossidazione dei colori, dagli strappi e dai buchi nelle tele di supporto alla scomparsa delle cromie peri deposti di nerofumo. Sino ad arrivare ai telai spaccati, alle comici frantumate o rovinate dalle tarme. Insomma una situazione allarmante per un patrimonio più unico che raro della storia dell'arte napoletana. L'edificio dei Girolamini risale alla fine del 1500 e venne costruito su strutture religiose appartenute alle famiglie Seripando e Filomarino. La chiesa, che ha tre navate poggiate su colonne di granito e venne realizzata su progetto di Giovanni Antonio Dosio, è stata oggetto di interventi di restauro parziali. Dal 2000 a oggi, grazie agli interventi finanziati con fondi regionali, gli specialisti del consorzio «Ateneum», «AC restauri» e «Moccia restauri» hanno recuperato la navata destra e il transetto. Il progetto di ricollocazione delle tele nelle cappelle della navata sinistra è costato 10mila euro ed è stato sostenuto, in parti uguali, dalla Soprintendenza speciale al Polo museale e dall'A.Re.n, l'Associazione dei restauratori napoletani, presieduta da Emanuele Vitulli.
NAPOLI - Girolamini, tornano i quadri ma in mostra senza restauri
Le tele annerite o con strappi sono state restituite alle cappelle della chiesa dei Girolamini a Napoli. Le opere, che includono opere di Luca Giordano e Guido Reni, sono state recuperate da depositi o prestiti e sono state restituite dopo la fine della seconda guerra mondiale. Le tele sono state esposte con strappi e scollamenti di pellicola per mostrare il loro stato di conservazione. La mostra è stata organizzata per sensibilizzare i visitatori e i fedeli sui problemi del patrimonio unico al mondo. Il progetto di restauro ha costato 10mila euro e è stato sostenuto da fondi regionali e associazioni di restauratori.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo