«La laguna servirà a connettere il centro storico alla terraferma» «Sono favorevole alla Torre di Pierre Cardin. La considero un'opportunità da cogliere e supportare per la riqualificazione di una delle parti più depresse di Porto Marghera. Che, in caso contrario, difficilmente avrebbe un futuro». A dirlo l'altro ieri a Venezia è stato Vittorio Drigo, presidente del collegio provinciale degli Ingegneri, a margine dell'incontro di fine anno della categoria organizzato nella sala Tommaseo dell'Ateneo Veneto. Dove a sostegno di Palais Lumière, si è schierato anche il presidente degli ingegneri veneziani, Antonio Ceola: «Come rappresentante di un ordine professionale, non voglio esprimere giudizi politici. Ma sono convinto che la Torre rappresenti una grande possibilità per il rilancio di Marghera, il lavoro e una nuova immagine di Venezia - ha aggiunto quest'ultimo - No comment anche sul valore artistico dell'opera. Tuttavia, è assai probabile che questo grattacielo attiri altri investitori e ulteriori edifici. Potrebbe diventare un simbolo, come la Torre Eiffel a Parigi. Che, non va dimenticato, all'origine fu contestatissima, ma oggi rappresenta a pieno titolo la città». Sottolineate da entrambi le ricadute positive del progetto di Cardin «a livello di bonifiche, servizi, terziario, mobilità e trasporti». Durante un incontro preceduto da una mostra del pittore-ingegnere Leonardo Beccegato, apertosi con la presentazione dell'Associazione dei collegi ingegneri del Veneto - presieduta da Gianluigi Berlin e che per il momento riunisce i professionisti di Venezia, Padova, Vicenza e Treviso - e proseguito con quella del volume «L'ottavo sestiere. La laguna come matrice di connessione», curato da Piero Pedrocco. «Il nostro contributo ai principali dibattiti cittadini su ambiente, territorio e urbanistica - ha precisato Pedrocco - Ottavo sestiere è un metalinguaggio: il settimo è Mestre e il successivo la laguna, intesa come area urbana. In un'opera scritta a più mani dove non proponiamo soluzioni, ma spunti e opportunità per reinventarla». Roberta Lazzari, che ha contribuito alla realizzazione del volume, ha aggiunto che «oggi a Venezia si tende a conservare tutto così com'è, e la città è dominata dalla cultura monoturistica. Dobbiamo essere più dinamici». E da tutti i relatori, grande importanza è stata attribuita alla Città metropolitana nella sua accezione più vasta, ossia la PaTreVe. Tema che sarà al centro di un convegno che il collegio e l'ordine degli Ingegneri organizzeranno a Venezia nel maggio 2013.