VENEZIA. È rimasto piuttosto sorpreso, il sindaco Giorgio Orsoni, a leggere sulle pagine del Gazzettino le dichiarazioni di Rodrigo Basilicati dalle quali traspare una critica abbastanza severa nei confronti dell'amministrazione comunale. In poche parole, il nipote di Pierre Cardin e referente a Venezia del progetto Palais Lumière, aveva detto che suo zio non è Babbo Natale e che il Comune non avrebbe potuto contare su una disponibilità indefinita, ma solo sugli obblighi di legge. «Sono stupefatto - commenta Orsoni - perché attendevo una risposta, ma non avrei mai creduto di apprenderla dai giornali. Non mi resta che prendere atto dello stile». Il sindaco intende replicare comunque alle accuse di aver chiesto, come Comune, la luna. In un certo senso, il messaggio che traspariva è quello che il Comune vorrebbe approfittare di una situazione. «Non abbiamo chiesto niente di più di quanto si chiede generalmente a chi intende realizzare opere di una certa importanza - spiega Orsoni - è imprescindibile ad esempio per una costruzione di quella portata realizzare i collegamenti ed è nello stesso interesse del proponente, dal momento che l'insediamento altrimenti rimarrebbe isolato. Altro che la letterina a Babbo Natale». Quanto al prezzo e alla fretta di chiudere tutto rapidamente, Orsoni risponde per le rime. «Se la legge impone a chi intende realizzare un certo intervento di avere la proprietà delle aree, significa che bisogna acquistarle. E se la maggior parte dei terreni è proprietà del Comune vuol dire che deve acquistarli da noi. Non riesco a capire il motivo di questa polemica». Basilicati infine ha affermato che le banche forniranno il denaro entro giugno e che comunque il via libera della Soprintendenza è essenziale per firmare l'accordo di programma. Il termine di Natale per la firma rimane, ma i soldi il Comune rischia di non vederli entro la fine dell'anno. «Sono loro che hanno fatto fretta in questa operazione - conclude il sindaco - e noi abbiamo cercato di fare tutto per agevolare l'operazione. Se la decisione dovesse essere in questi termini, prendo atto che non c'è tutta questa fretta nel realizzare l'opera».