Così, dal tramonto all'alba, si presenterà la Loggia dei Lanzi Nuova luce sul Perseo di Cellini, l'Ercole di Giambologna e il Ratto di Polissena di Pio Fedi: ieri sera in veste viola brillante, da oggi invece tutti avvolti in un alone bianco caldo. Una nuova luce che «riporta la Loggia dei Lanzi a una dimensione sospesa tra il museo e lo spazio urbano» come ha spiegato Alessandra Marino, soprintendente per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici. E' un regalo di Natale alla città: da ieri pomeriggio la Loggia dei Lanzi può avvalersi di una nuova speciale illuminazione a led donata dalla casa di moda fiorentina Stefano Ricci e realizzata nell'ambito di «F-Light Firenze Light Festival», il Festival della Luce appunto. Inizialmente sparata in un viola-Fiorentina acceso per l'occasione inaugurale e per dare colore al concerto e alla cerimonia, ma che d'ora in poi sarà solo bianca, questa nuova illuminazione avrà una doppia funzione: dal tramonto a mezzanotte vedremo l'effetto scenografico-artistico con luci più accese e mirate sulle opere esposte nella Loggia. Mentre dopo la mezzanotte di ogni sera diminuirà di intensità e si farà più diffusa «anche per motivi di sicurezza» come spiegano dallo staff di Stefano Ricci. A tenere a battesimo l'opera di fronte a molti fiorentini che hanno sfidato il cielo grigio e la pioggia a tratti battente un concerto dei cinque musicisti e sessanta membri del coro The Pilgrims diretto dal maestro Gianni Mini, con brani gospel e spiritual natalizi, nell'ambito della quinta edizione di «Firenze è... Natale!», consueta manifestazione organizzata da Once. «La Loggia dei Lanzi non deve smettere mai di stupirci e ricordarci cos'era la Firenze del Trecento» è stato l'augurio della sovrintendente del Polo Museale Cristina Acidi-ni. «Ringrazio Stefano Ricci che ha messo il cuore in questo progetto». E la seconda operazione di speciale illuminazione dopo l'inaugurazione di quella sulla facciata della chiesa di Santo Spirito: «Per la seconda volta siamo qui a gettare una luce creativa sulla città ha ricordato il vicesindaco Dario Nardella Migliorare l'illuminazione pubblica significa avere una città più bella, più creativa e anche più vivibile». L'effetto creato è davvero quello di una sala di museo a cielo aperto, e per la prima volta si vedono non solo da distanza ravvicinata le molte sfumature dei marmi delle statue e i modellati accentuati dalle luci che sfiorano le superfici. Ogni statua infatti sarà illuminabile singolarmente, a seconda dell'occasione o dell'evento che investe la Loggia, oppure sarà possibile dare risalto a tutto il complesso monumentale insieme, composto da undici statue. La terza opzione è quella di rivolgere i raggi di luce solo verso l'alto, puntandoli sulle volte, creando un cappello di luce sulle opere d'arte. Sessanta sono le fonti luminose installate, tutte gestite da centraline indipendenti posizionati sulla terrazza della Loggia. E il consumo totale è di circa 800 watt da moltiplicare per quattromila ore all'anno.