Si tratta di tre frammenti pittorici che fanno parte di un unico ciclo Monastero di San Teonisto: ricerca storica e appello. A Badia di Longiano, una chiesa dalla storia millenaria conserva dipinti di ottima fattura, che però necessitano di restauro. La chiesa e il monastero, oggi non più esistente, vennero eretti, verso l'anno Mille, da Petri Agonis, feudatario di Rimini, e in seguito furono assegnati ai monaci. Nel 1.138 entrò a far parte della congregazione Camaldolese, con casa madre a Camaldoli.Ora, per la prima volta, due studiosi hanno dato alle stampe uno studio su questo frammento di storia poco noto. Sono Costanzo e Massimiliano Battistini, padre (ispettore onorario della Sovrintendenza archeologica) e figlio (ricercatore), residenti a Sogliano ma originari di Badia.«Il lavoro di ricerca di Costanzo e Massimiliano - afferma don Ugo Fossa, direttore della biblioteca del monastero di Camandoli - porta un contributo notevole alla conoscenza di un sito monastico finora poco noto. L'atteso volume colma una lacuna e contribuirà alla conoscenza di uno dei tesori storici di Longiano. Gli autori rilevano il ruolo importante esercitato dal monastero attraverso i suoi abati nella gestione civile e religiosa della città di Longiano e del suo territorio in tutto il periodo della permanenza dei Camaldolesi. La pubblicazione ben si inserisce nel contesto delle celebrazioni del millenario di fondazione dell'Eremo di Camandoli (1012-2012)».«Il monastero di San Teonisto rimase in auge per circa 500 anni - affermano i due ricercatori - dopo venne unito ad un'abbazia di maggiore importanza e infine soppresso e concesso in commenda. Il monastero però ha avuto un ruolo di notevole importanza nelle vicende del territorio e i suoi abati sono citati varie volte come arbitri anche in contese di rilievo, sia in ambito civile sia in quello religioso, e altri rivestirono posti di primaria importanza nella gerarchia dell'ordine». I monaci rimasero in San Teonisto fino all'anno 1499, mentre il monastero fu poi soppresso nell'anno 1509. Oggi è rimasta solo la chiesa al posto dell'antico complesso monastico. «All'interno del complesso absidale - spiegano i Battistini - sono presenti tre frammenti pittorici ad affresco, facenti parte di un unico ciclo raffiguranti: il primo un santo monaco, il secondo San Sebastiano e il terzo Santa Colomba martire di Sens; il ciclo risale alla prima metà del XVI secolo ed è attribuito ad un anonimo artista di scuola romagnola. Il dipinto potrebbe essere considerato un "unicum" che si potrebbe collocare, anche a seguito delle ricerche effettuate dal riminese Oreste Delucca, tra le opere prodotte dal pittore longianese Giovanni Bernardino. Segnaliamo però la precarietà in cui versano concludono - urge un restauro».Giorgio Magnani