L'edificio di via S. Martino sarà dismesso insieme ad altri 62 immobili dell'istituto Parte da 17,8 milioni. Sfumata l'ipotesi come sede della biblioteca della Sapienza PISA Se ne parla dal settembre del 2011, ma solo da venerdì scorso il palazzo della Banca d'Italia in via San Martino 100 rientra ufficialmente nel secondo lotto di immobili in vendita dal patrimonio immobiliare. Il prezzo base è di 17,85 milioni e c'è tempo fino al 19 aprile 2013 per la presentazione delle offerte irrevocabili per chi le deposita, ma non vincolanti per Bankitalia. L'istituto della romana via Nazionale, infatti, «si riserva in ogni momento di sospendere, interrompere o modificare i termini eo le condizioni della procedura di vendita» che coinvolge un portafoglio di oltre sessanta immobili distribuiti su tutto il territorio italiano e che ha Rti Colliers International Italia - ExitOne come advisor. Il complesso pisano all'asta è costituito da un unico edificio, articolato su quattro piani fuori terra e un piano sottotetto; è stato costruito nel 1780, sottoposto a opere di restauro conservativo nel 1974 e risulta vincolato dalle norme previste per i "beni culturali" (decreto legislativo n. 42 del 2004). La superficie lorda è di 7.736 metri quadri, che risulta praticamente libera, fatta eccezione per due alloggi a reddito del piano quarto, con accesso da via Franceschi 4, e per il locale al piano terra in via Franceschi 2, dato in locazione all'Enel. Dei 63 immobili in dismissione, quello di via san Martino è il secondo più costoso, battuto solo dal palazzo di corso Sempione a Milano (51,3 milioni). Al momento non ci sono offerte e con un prezzo così alto in periodo di crisi c'è anche la possibilità che l'asta vada deserta: presto per dirlo, comunque. Sono due, intanto, le certezze. In primo luogo, il Comune non è interessato, dal momento che è lo stesso palazzo Gambacorti ad avere a su volta un piano di alienazioni: Pisa sta cercando di diminuire, non aumentare il suo patrimonio. Inoltre, era stata ventilata l'ipotesi che la Biblioteca universitaria della Sapienza potesse essere ospitata in via san Martino; ma la conferenza servizi che si occupa del caso ha scartato subito l'idea, dal momento che Banca d'Italia e Demanio pubblico sono ben distinti: lo Stato potrebbe anche prestare un suo edificio per ospitare la collezione rimasta inaccessibile dopo la chiusura della sede storica, ma l'istituto di palazzo Koch è partecipato per il 94,33 da banche e assicurazioni private, che hanno il profitto come obiettivo