Trovato un modellino in mattoni autoportanti nel cantiere del museo dell'Opera del Duomo Una sala per ospitare la Porta del Paradiso Nell'ex Teatro degli Intrepidi, poi diventato garage (nella foto, come quelle in basso, di Majlend BramoMassimo Sestini), il nuovo museo dell'Opera di Santa Maria del Fiore sarà realizzata la sala dell'Antica Facciata (29 metri di lunghezza per 21 di larghezza e 16 di altezza) che conterrà la ricostruzione in scala reale della facciata trecentesca del Duomo di Arnolfo di Cambio e accoglierà la Porta del Paradiso restaurata di recente. La cupoletta è stata rinvenuta a circa 70 centimetri sotto l'attuale piano di calpestìo e dagli scavi è emerso che al di sotto degli strati medievali non sono presenti altre strutture più antiche, in particolare di epoca romana, ma solo tracce sporadiche di frequentazioni, come testimoniano i frammenti ceramici rinvenuti. L'area era, dunque, immediatamente al di fuori delle mura della città. Il nuovo museo, su progetto architettonico e allestimento di Adolfo Ñatalini e GuicciardiniMagni Architetti, disporrà del doppio di spazio rispetto all'attuale, con una superficie utile di 5.250 metri quadrati di cui 2.340 espositivi. Oltre alla sala dell'Antica Facciata, un'altra spettacolare sarà quella della "PIetà di Michelangelo". FIRENZE La Sovrintendenza archeologica frena, come la Chiesa quando si tratta di miracoli o beatificazioni. Ma la scoperta ha del clamoroso. E deve aver fatto brillare gli occhi e emozionare non poco chi scavava nel cantiere del nuovo Museo dell'Opera del Duomo che si trova proprio all'ombra della cupola del Brunelleschi. Che qui aveva, al tempo della sua costruzione, una sorta di modellino, una "prova" della sua "fattibilità", con quella tipica struttura a "spina-pesce", la firma e il marchio di fabbrica di ser Filippo. Una tecnica costruttiva praticamente senza epigoni che si esaurisce con lui e che consentirà la nascita di quel capolavoro unico che è appunto la cupola di Santa Maria del Fiore, una struttura autoportante che non ha bisogno di centine e di impalcature per venir su, per molti versi ancora avvolta nel mistero. Una "magnifica curva" che coinvolse l'intera città con infinite discussione e ne cambiò definitivamente il volto. Diversamente dal Leonardo della "Battaglia di Anghiari" nel Salone dei Cinquecento del vicino Palazzo Vecchio, qui il "precedente" si tocca e si vede: una cupoletta emisferica con un diametro di circa 3 metri, mutila in sommità, forse tagliata nel Settecento in occasione della realizzazione del teatro, rinvenuta poche settimane fa durante i lavori per l'ampliamento del Museo. Un cantiere aperto nell'area dove una volta c'era appunto il Teatro degli Intrepidi (poi diventato garage fino agli anni Sessanta e di cui ci sono ancora tracce nei colori dei muri), acquisito nel 1998 dall'Opera del Duomo e affidato alle cure di Aldolfo Natalini, dopo il ritiro di Santiago Calatrava, vincitore del relativo concorso internazionale (l'apertura è prevista nell'ottobre del 2015). L'annuncio della scoperta in una zona che sicuramente faceva parte del cantiere della Cupola (1420-1436) è stato dato durante una conferenza stampa dall'architetto Francesco Gurrieri, ordinario di restauro dei monumenti all'università di Firenze, unitamente al presidente dell'Opera del Duomo Franco Lucchesi, al sottosegretario del ministero dei beni culturali Roberto Cecchi e a Carlotta Cianferoni della Sovrintendenza ai Beni archeologici della Toscana. Gli scavi hanno messo in evidenza l'esistenza di strutture, databili tra il 14mo e il 15mo secolo, riconducibili ad attività artigianali (presenza di materiali ferrosi, scarti di lavorazione del marmo) collegate al cantiere brunelleschiano. »Che questa cupoletta sorga alla stessa quota dei manufatti del cantiere - ha spiegato Gurrieri - è di fondamentale importanza perchè ci permette ragionevolmente di datarla intorno al 1420, cioè all'inizio dei lavori della cupola. Al momento non è azzardabile che possa essere stata il modello dimostrativo dell'impresa (di cui, per la verità, abbiamo tradizione che fosse stata altrove), tuttavia si pone come testimonianza primaria di un pensiero tecnico e di una prova pratica che non può che essere ricondotta al Brunelleschi e al suo esordio nel cantiere di Santa Maria del Fiore». Da parte sua il sottosegretario Roberto Cecchi ha sottolineato come «siamo di fronte ad un ritrovamento importante, in considerazione anche del fatto che la tecnica costruttiva usata dal Brunelleschi per la cupola si esaurisce con lui ed è circoscritta a Firenze» mentre per Carlotta Cianferoni «c'è la necessità di approfondire gli studi sui materiali archeologici rinvenuti all'esterno e all'interno della cupoletta, anche se rimane un dato rilevante che la struttura si trovi alla stessa quota di profondità degli anni del cantiere del Duomo». Che da lì, da quella piccola "botte" di mattoni, come da un laboratorio d'alchimista, sia scaturita il gigantesco manufatto della cupola, la sua magnificenza e arditezza architettonica, è una cosa che scalda il cuore e rende visibile l'artigianale grandezza del suo costruttore.
TOSCANA - Dagli scavi spunta la mini cupola del Brunelleschi
Il Museo dell'Opera del Duomo di Firenze ha trovato un modellino in mattoni autoportanti nel cantiere del museo. Il modellino, una cupoletta emisferica con un diametro di circa 3 metri, è stata rinvenuta a circa 70 centimetri sotto l'attuale piano di calpestìo. L'area dove è stata trovata la cupoletta era immediatamente al di fuori delle mura della città. Il modellino è stato trovato durante gli scavi per l'ampliamento del Museo, che si terrà nell'ottobre del 2015. La cupoletta è stata datata intorno al 1420, cioè all'inizio dei lavori della cupola di Santa Maria del Fiore.
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