CHE sia stato il modello usato da Filippo Brunelleschi per realizzare la sua opera più grandiosa, nessuno ancora può dirlo con certezza. Secondo Francesco Gurrieri, ordinario di restauro dei monumenti all'università di Firenze e fra i massimi studiosi in materia, anzi, sostenerlo sarebbe, almeno per il momento, «un azzardo ». Quel che è certo, però, è che la cupoletta in mattoni, del diametro di circa 3 metri, ritrovata nell'area dell'ex teatro degli Intrepidi, nel corso degli scavi archeologici condotti in vista dell'ampliamento del museo dell'Opera di Santa Maria del Fiore, è stata costruita col metodo «a spina di pesce», con quella tecnica fatta di «creste» e «vele» che ha reso celebre il geniale architetto fiorentino proprio per averla impiegata per realizzare la cupola del Duomo. Le operazioni, concordate con la Soprintendenza ai beni archeologici della Toscana, hanno riportato in luce, fra l'altro, una serie di strutture, databili tra il XIV e il XV secolo, riconducibili ad attività artigianali materiali ferrosi, scarti di lavorazione del marmo eccetera collegate al grande cantiere del Duomo (1420-1436), la cui presenza è, fra l'altro, testimoniata da fonti documentarie. Quanto alla cupoletta, invece, il suo ritrovamento è stato del tutto inaspettato. «Avevamo notizia di un modello in piccola scala realizzato da Brunelleschi in prossimità della basilica spiega Gurrieri ma non avevamo alcuna notizia di questa cupoletta di cantiere, oggi ritrovata». «Al momento non è azzardabile che questa cupoletta possa essere stata il modello dimostrativo dell'impresa, tuttavia si pone come testimonianza primaria di un pensiero tecnico e di una prova pratica che non può che essere ricondotta a Filippo Brunelleschi e al suo esordio nel cantiere di Santa Maria del Fiore», aggiunge lo studioso. «In definitiva conclude è mio parere che questa cupoletta dell'Opera possa essere ricondotta al "cantiere brunelleschiano", in quei sedici anni meravigliosi (1420-1436) in cui Brunelleschi voltò la grande cupola di Santa Maria del Fiore, senza armature di sostegno». Ieri il cantiere del nuovo museo è stato visitato, fra gli altri, da Roberto Cecchi, segretario generale del Mibac, e da Carlotta Cianferoni, direttrice del Museo archeologico nazionale. Dal presidente dell'Opera, Franco Lucchesi, è stato ricordato che i lavori termineranno in tempo per permettere l'inaugurazione delle nuove sale nell'autunno 2015, in occasione dell'annunciata visita del Pontefice. L'obiettivo del progetto, messo a punto da Adolfo Natalini e da Guicciardini Magni, è quello di ricostruire interamente la piazza all'epoca del cantiere per la costruzione del duomo, con la facciata della cattedrale in scala e le statue di Arnolfo di Cambio; e, proprio di fronte, le tre porte del Battistero restaurate. Per finire i lavori e allestire la nuova struttura nei tempi previsti, l'Opera ha stabilito di chiudere il museo dalla prossima primavera, ad eccezione dello spazio che oggi ospita la grande teca in cui è custodita la porta del Paradiso, che continuerà a essere visibile al pubblico con un ingresso ridotto.
FIRENZE - È il modellino del cupolone? Nel cantiere dell'Opera spunta un manufatto di Brunelleschi
Un modello della cupola del Duomo di Firenze, costruito con il metodo a spina di pesce, è stato ritrovato durante gli scavi archeologici per l'ampliamento del museo dell'Opera di Santa Maria del Fiore. Il modello, fatto di mattoni, ha un diametro di circa 3 metri e sembra essere stato costruito con la stessa tecnica utilizzata da Filippo Brunelleschi per realizzare la cupola del Duomo. L'architetto Francesco Gurrieri sostiene che il modello potrebbe essere stato il dimostrativo dell'impresa di Brunelleschi, ma non è ancora possibile confermare se sia stato utilizzato per la costruzione della cupola.
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