LA SOPRINTENDENZA archeologica di Firenze ci ha regalato una "topografia" di ciò che, ragionevolmente, possiamo definire la cantierizzazione per tirar su la Cupola di Santa Maria del Fiore (1420-1436). Fra le tracce repertate, ovviamente, vi sono basamenti di piccole costruzioni di cantiere (che corrispondono agli odierni box o container attrezzati) e altro ancora. Sorprendente invece, e di grande interesse storico-scientifico, la presenza di una cupoletta - mutila in sommità - forse tagliata nel Settecento, in occasione della realizzazione del teatro degli Intrepidi (1778) ,costruita con la tecnica a "spina-pesce". Proprio quella tecnica da sempre ricondotta al grande Filippo Brunelleschi; tecnica che gli consenti di realizzare l'enorme cupola facendo a meno dell'armatura lignea che, partendo da terra sarebbe stata una vera e propria foresta di tronchi d'albero. La "spina-pesce" infatti, conforma dei cunei nello spessore murario , consentendo alle squadre di operai che operavano contemporaneamente, di murare i mattoni secondo le superfici inclinate senza che questi scivolassero, perché trattenuti dalle spine convergenti che fungevano da cuneo. Avevamo notizia dal Vasari di modelli in piccola scala realizzati da Brunelleschi (nella Cappella Barbadori , per esempio , il cui positivo giudizio sorti l'incarico per la grande cupola , sconfiggendo il Ghiberti) ma non di questa "cupoletta" di cantiere. Che essa sorga alla stessa quota dei manufatti del cantiere brunelleschiano è di fondamentale importanza perché ci consente una datazione sincrona agli anni della Cupola di Santa Maria del Fiore; e ancor più ragionevolmente al 1420, cioè all'inizio della sua cantierizzazione . La "cupoletta" di cantiere è emisferica (quindi non a otto vele), tuttavia è costruita con la "spina-pesce", con mattoni a coltello, trasversali, a distanza di circa un braccio fiorentino. Al momento non è azzardabile che possa essere stata il "modello" dimostrativo dell'impresa , tuttavia si pone come testimonianza primaria di un pensiero tecnico e di una prova pratica che non può che essere ricondotta a Filippo Brunelleschi e al suo esordio nel cantiere di S. Maria del Fiore. In definitiva, e non senza emozione, è mio parere che questa "Cupoletta dell'Opera" possa essere ricondotta al "cantiere brunelleschiano", in quei 16 anni meravigliosi (1420 -1436) in cui Brunelleschi voltò la grande Cupola di Santa Maria del Fiore, senza armature di sostegno.