Ieri la presentazione del nuovo impianto realizzato nella storica dimora Garantirà la conservazione e valorizzazione del patrimonio museale Un innovativo sistema di monitoraggio del microclima a palazzo Te in grado di garantire la conservazione e la valorizzazione del patrimonio museale con 33 sonde collegate a 7 centraline di rilevamento connesse al server centrale di controllo con tecnologia wireless (senza fili) e 8 centraline di rilevamento collegate via cavo, senza eseguire nessun tipo di intervento sulle strutture murarie, nel pieno rispetto del valore storico-artistico degli ambienti. «E' una svolta importante questo impianto grazie al quale possiamo tutelare e non ferire Giulio Romano - ha spiegato il direttore del museo Stefano Benetti -. La lettura dei dati 24 ore su 24 ci permette un controllo del microclima e dell'umidità relativa finalmente di tutti gli ambienti e conseguentemente di agire con tempestività con provvedimenti in automatico sugli impianti o con la scelta di regolamentare i flussi di visitatori». Alla presentazione, ieri nella villa giuliesca, sono intervenuti il sindaco Nicola Sodano, il dirigente di Struttura Musei della Regione Lombardia Claudio Gamba, il tecnico Piero Monticelli della ditta Ics di Milano e la dirigente del Comune Irma Pagliari. «Il costo complessivo è di circa 30 mila euro, di cui un terzo è stato sostenuto dalla Regione - ha detto il sindaco -. In questo periodo stiamo realizzando tanti piccoli e medi interventi nel palazzo, dalla messa in sicurezza post terremoto al risanamento delle pescherie, alla sistemazione del giardino segreto oltre a questo». Il conservatore Chiara Pisani si è soffermata poi sull'importanza della prevenzione. «L'impianto ha previsto l'attivazione di una serie di sensori per il rilevamento della temperatura e dell'umidità relativa in tutte le sale monumentali - ha detto -. I sensori, disposti a varie altezze o, 3 e 6 metri, sono collegati wireless, senza bucare i muri del palazzo, e inviano in tempo reale i dati ad una centrale di controllo che registra i valori permettendo al personale incaricato di valutare tempestivamente ogni variazione climatica e intervenire in caso di necessità secondo i protocolli previsti dal Ministero per i Beni Culturali anche sul sistema di illuminazione, riscaldamento e condizionamento, oltre che sulla regolamentazione dei flussi di visitatori». L'obiettivo che la direzione del Museo si è proposta di perseguire è quello di procedere nella raccolta di dati storici di tendenza sulle condizioni microclimatiche dei diversi ambienti. «Questo per consentire, in prospettiva, la corretta individuazione e attuazione di strategie volte a prevenire eventuali situazioni critiche negli ambienti controllati - ha concluso il conservatore -. Come indicato anche dalla normativa nazionale vigente, le procedure di monitoraggio del microclima assumono un valore di primaria importanza».