Presentati gli scavi per ampliare il museo dell'Opera del Duomo Trovato il possibile prototipo dell'opera di Brunelleschi La struttura emersa nel corso dei lavori risale allo stesso periodo del capolavoro Una specie di modellino in scala, fatto forse per provare quel famoso sistema a spina di pesce che ha reso la cupola autoportante della basilica di Santa Maria del Fiore un esempio unico al mondo di architettura rinascimentale. È questo l'emozionante ritrovamento fatto dagli archeologi della soprintendenza mentre erano all'opera negli scavi che precedono l'inizio dei lavori all'ampliamento del Museo dell'Opera del Duomo (il cantiere dovrebbe essere inaugurato a gennaio 2013 per chiudersi 30 mesi più tardi). L'annuncio della scoperta è stato dato ieri mattina durante un sopralluogo alla futura struttura museale che ospiterà la facciata arnolfiana e le porte del Ghiberti alla presenza del presidente dell'Opera di Santa Maria del fiore Franco Lucchesi, del sottosegretario al Ministero per i beni culturali Roberto Cecchi, dei funzionari della soprintendenza archeologica e della soprintendenza ai beni architettonici Carlotta Cianferoni e Vincenzo Vaccaro e del professore di restauro dell'Università di Firenze Francesco Gurrieri. La mini cupola, con un diametro di tre metri trovata 70 centimetri sotto il piano di calpestio, occhieggia dai locali attigui a quelli dove oggi è distribuito il percorso museale e nei quali nel corso dei secoli si sono alternati prima la fabbrica dell'Opera del Duomo, poi Il settecentesco Teatro degli Intrepidi e infine un garage, che ha occupato lo spazio fino a poche decine di anni fa. Niente negli strati sottostanti era stato manomesso tant'è che il team di archeologi ha ritrovato, oltre al curioso modellino in scala, alcuni scarti di lavorazione, come pezzi di marmo e di ferro che «certificano» come nel Quattrocento in quello spazio ci fosse proprio la bottega di chi lavorava alla costruzione della vicinissima cattedrale. «Al momento ha detto Gurrieri non è un azzardo dire che questa cupoletta possa essere stata il modello dimostrativo dell'impresa». Infatti la datazione della piccola cupola in mattoni, con le «lische di pesce» che la rendono così riconoscibile, «corrisponde con il periodo in cui è stato costruito l'originale, ovvero nella prima metà del Quattrocento spiega Carlotta Cianferoni quindi crediamo possa trattarsi di un modello in scala, ma prima di averne la certezza preferirei fare ulteriori analisi, anche ai materiali che la circondano». Che nell'area dove oggi si trova il museo e l'ex Teatro degli Intrepidi ci fossero delle strutture riconducibili ad attività artigianali, tra cui i laboratori dedicati ai «magistri scharpelli» era già confermato da alcune testimonianze documentarie del 1432, nelle quali si chiede esplicitamente al Brunelleschi di ristrutturare un casolare e un orto per far spazio ai laboratori della fabbrica. «Siamo di fronte a un ritrovamento importante ha aggiunto Cecchi in considerazione anche del fatto che la tecnica costruttiva usata dal Brunelleschi si esaurisce con lui ed è circoscritta a Firenze».