Inaugurazione nel 2015 in occasione dell'assemblea generale della Chiesa IL NUOVO POLO GLI SPAZI ESPOSITIVI DELL'OPERA DEL DUOMO CONTERANNO SU UNA SUPERFICIE RADDOPPIATA E SU DUE STRUTTURE FRA LORO COLLEGATE SARÀ INAUGURATO fra la fine di ottobre e l'inizio di novembre 2015 il nuovo Museo dell'Opera di Santa Maria del Fiore. Il taglio del nastro avverrà in occasione dell'Assemblea Generale della Chiesa Italiana che si terrà a Firenze e che registrerà la presenza del Santo Padre in città. Le novità sono state illustrate ieri, alla presenza del Sottosegretario di Stato al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Roberto Cecchi; del presidente dell'Opera di Santa Maria del Fiore, Franco Lucchesi; di Carlotta Cianferoni della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Toscana e di Francesco Gurrieri, professore Ordinario di Restauro dei Monumenti dell'Università di Firenze. E anche se la star indiscussa della mattina è stata la piccola cupola, con i caratteristici mattoni a spina-pesce, che potrebbe essere stata usata come modellino per il Duomo e che è stata appena scoperta nel cantiere del Museo, molte altre sono le novità interessanti. A primavera verrà prelevata la Porta Nord del Battistero per essere avviata a un delicato restauro che servirà anche a «cercare» e riportare alla luce le parti auree. In base alle previsioni, dovrebbe essere pronta per il 2015, in tempo per essere trasferita nell'ampliato museo prima dell'inaugurazione. Del percorso museale farà parte ovviamente anche la cupola in miniatura, rimasta per anni nascosta sotto il pavimento dell'ex Teatro degli Intrepidi e del garageofficina che poi prese il suo posto. La sua collocazione naturale la renderà particolarmente suggestiva: si trova infatti in quella che sarà la sala «dell'Antica Facciata» che conterrà la ricostruzione in scala reale della facciata trecentesca del Duomo di Arnolfo di Cambio, in legno chiaro su struttura metallica, e, sul lato opposto, la Porta del Paradiso, la Porta Nord con le statue del Sansovino e i gruppi bronzei del Danti e del Rustici. «Al di là delle necessarie verifiche che permetteranno di confermare o meno la sua attribuzione al Brunelleschi ha detto Franco Lucchesi, presidente dell'Opera di Santa Maria del Fiore questo resta un reperto importantissimo, perché permette di mostrare la tecnica a spina-pesce, usata in Italia quasi solo da Brunelleschi e alla base delle sue straordinarie realizzazioni». Sempre nell'ottica di far conoscere (e studiare) meglio la tecnica brunelleschiana, arriveranno al Museo alcuni grandi calchi della Soprintendenza effettuati direttamente nel Duomo. INTANTO, per poter finire i lavori e allestire la struttura museale nei tempi previsti, l'Opera di Santa Maria del Fiore chiuderà il Museo a partire dalla prossima primavera, ad eccezione della Porta del Paradiso che continuerà ad essere visibile al pubblico, con un ingresso ridotto. Il nuovo polo museale, su progetto architettonico di Adolfo Natalini e Guicciardini Magni architetti, disporrà di uno spazio doppio rispetto a quello attuale, con una superficie di 5.250 mq di cui 2.430 espositivi e il resto per aree d'accoglienza e spazi tecnici. Il complesso comprenderà due strutture collegate in un percorso unitario: quella già adibita a museo e l'ex Teatro degli Intrepidi, acquisito dall'Opera di Santa Maria del Fiore nel 1998.