Oggi alle 15, in piazza del Pantheon a Roma, I archeologi italiani tornano a chiedere il riconoscimento della loro professione e la regolamentazione di un'attività che viene spesso confusa con quelle del restauratore, geologo, architetto o ingegnere. A pochi giorni dal termine della legislatura, l'associazione nazionale di categoria Ana chiede al parlamento di ratificare la Convenzione di Malta che oggi è alla base delle più evolute forme di tutela del patrimonio archeologico nel resto d'Europa e non solo. L'Italia è l'unico paese Ue a non averla ratificata provocando un forte ritardo nello sviluppo dell'archeologa e della tutela del patrimonio. Alle Camere giace una proposta di legge che introduce la professione dell'archeologo nel codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, una misura necessaria per garantire queste figure professionali dallo sfruttamento del lavoro precario, oltre che dal sistematico demansionamento che subiscono nei cantieri ai quali partecipano. L'Ana ha inoltre raccolto 1800 firme per sostenere questa battaglia in una petizione. La tutela di uno dei più grandi patrimoni archeologici del mondo si ottiene anche attraverso la tutela dei diritti di questi operatori. Tra le rivendicazioni delle manifestazione c'è anche l'istituzione di un elenco nazionale necessario per eliminare abusi che alterano l'incontro fra domanda e offerta di lavoro.