ROMA. Spazzare via «abusi, clientelismi, consuetudini scorrette e localismi». L'associazione nazionale archeologi (Ana) chiede il «riconoscimento giuridico pubblico» della professione per dare più giuste regole e tutelare la ricchezza storica del Paese. È per questo che oggi alle 15.30 l'Ana scenderà in piazza del Pantheon, a Roma, per la seconda manifestazione nazionale. «È grave afferma il presidente Tsao Cevoli che proprio in Italia la figura dell'archeologo, al contrario di quella del restauratore, non sia riconosciuta nel Codice dei Beni culturali e del paesaggio» Dal Governo ci si attende anche una regolamentazione dei compensi. Ma «non chiediamo risorse precisa Cevoli . Siamo noi la risorsa per il patrimonio archeologico». Inoltre, prosegue I'Ana, «non si può più rinviare la ratifica della Convenzione di Malta per la tutela del patrimonio culturale che è del 1992 e stabilisce che le esigenze della tutela debbano essere integrate nei programmi di pianificazione territoriale». Obiettivo, questo «che lo stesso ministro Ornaghi si propose nel discorso d'insediamento del suo dicastero, superando dopo vent'anni il fossato che ormai separa l'archeologia italiana da quella europea».
Archeologi in piazza: Stop a clientelismi
ROMA. Spazzare via abusi, clientelismi, consuetudini scorrette e localismi. L'associazione nazionale archeologi (Ana) chiede il riconoscimento giuridico pubblico della professione per dare più giuste regole e tutelare la ricchezza storica del Paese. È per questo che oggi alle 15.30 l'Ana scenderà in piazza del Pantheon, a Roma, per la seconda manifestazione nazionale. È grave afferma il presidente Tsao Cevoli che proprio in Italia la figura dell'archeologo, al contrario di quella del restauratore, non sia riconosciuta nel Codice dei Beni culturali e del paesaggio Dal Governo ci si attende anche una regolamentazione dei compensi. Ma non chiediamo risorse precisa Cevoli . Siamo noi la risorsa per il patrimonio archeologico. Inoltre, prosegue I'Ana, non si può più rinviare la ratifica della Convenzione di Malta per la tutela del patrimonio culturale che è del 1992 e stabilisce che le esigenze della tutela debbano essere integrate nei programmi di pianificazione territoriale. Obiettivo, questo che lo stesso ministro Ornaghi si propose nel discorso d'insediamento del suo dicastero, superando dopo vent'anni il fossato che ormai separa l'archeologia italiana da quella europea.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo