Occupa sette sale del piano ammezzato la nuova sezione del Museo con più di 200 opere «Pur tra mille difficoltà ed andando in controtendenza rispetto ad altre istituzioni in Italia che sono costrette a chiudere, qui a Napoli siamo riusciti ad aprire al museo di Capodimonte una nuova sezione dedicata alle collezioni dellOttocento». A parlare è il soprintendente per il polo speciale museale, Fabrizio Vona, che ieri insieme al suo predecessore, il professore Nicola Spinosa e allex direttrice di Capodimonte, Mariella Utili, hanno presentato "Ottocento a Capodimonte". La nuova sezione, che aprirà al pubblico domani e che sinaugura oggi alle 16.30, occupa sette sale del piano ammezzato sul fronte meridionale della reggia, cui si accede attraverso un suggestivo scalone esagonale. Allorigine questi ambienti erano gli spazi privati della corte allepoca dei sovrani Borbone prima e Savoia successivamente. Nel 1816 come appartamento di Ferdinando I, poi, a metà secolo diventano il quartino ad uso della principessa Carolina, nipote di Ferdinando, che, andata in sposa a Carlo di Montemolin nel 1850, ebbe la disponibilità di abitarli durante i suoi soggiorni a Napoli. Con i Savoia, vengono destinati al ramo cadetto dei duchi di Aosta, che vi soggiornano fino al passaggio della reggia al demanio dello Stato nel 1920, per diventare dagli anni Cinquanta uffici della soprintendenza. «Oggi con la riorganizzazione e allestimento di questa nuova area della reggia-museo si realizza uno dei miei progetti che avevo lasciato in sospeso» spiega Spinosa. «"Ottocento a Capodimonte", costato meno di un milione di euro, è stato reso possibile grazie al sostegno del Ministero per i beni culturali e di Arcus» aggiunge Vona. «Inoltre, per la prima volta in Italia gli apparati didattici a supporto della visita sono stati suggeriti da un campione di visitatori». Così più di 200 opere ottocentesche, tra dipinti, sculture, mobili, oggetti darredo ed anche tessuti e tendaggi preziosi delle manifatture di San Leucio, provenienti a volte dai depositi ma anche da altre residenze reali, evocano il fascino e le atmosfere dellantica dimora privata. Il risultato finale è più da casa-museo, dove è facile imbattersi nella scoperta di veri e propri capolavori di dimensioni più piccole rispetto agli altri cosiddetti "cugini", sempre del XIX secolo, esposti al terzo piano del museo. Tra le tante opere esposte anche un bel bozzetto in cera per un centrotavola, commissionato da Umberto di Savoia a Vincenzo Gemito e rimasto incompiuto dallartista napoletano (via Miano 2, aperto tutti i giorni 8.30-19.30, chiuso il mercoledì, ingresso 7,50 euro, catalogo artem). Info www. polomusealenapoli. beniculturali. it