Via 169 tonnellate di rifiuti. Ed ecco lo spazio espositivo Zac, un giardino, due parcheggi Per il recupero dei padiglioni vuoti il Comune studia una partnership fra pubblico e privato Ecco rispuntare i Cantieri culturali della Zisa finora sepolti sotto 169 tonnellate di spazzatura: ieri mattina il sindaco Leoluca Orlando e lassessore alla Cultura Francesco Giambrone hanno presentato lo spazio espositivo Zac, Zona arti contemporanee, che domenica riaprirà al pubblico insieme con il primo cinema pubblico della città. «Sono felice», ha detto ieri Orlando, mentre Giambrone assicurava che i Cantieri sono e resteranno pubblici: «Saranno la casa di tutti». La riapertura è il primo passo, ma resta il nodo decisivo di come sostenere finanziariamente il progetto: a cominciare dalla programmazione delle attività museali. Lo spazio Zac, infatti, ospiterà per ora esibizioni temporanee: «Abbiamo pensato - dice Giambrone - che intanto bisognava aprire. E con gli spazi aperti e restituiti ai cittadini studiare un progetto di gestione innovativo». Se lamministrazione annuncia che cercherà di mettere nel bilancio 2013 «quante più risorse possibili» per garantire il funzionamento degli spazi già aperti, è il recupero dei padiglioni ancora vuoti e diroccati che preoccupa di più. Per questi il Comune pensa a una partnership pubblico-privato. «Si tratta - continua lassessore - di una decina di padiglioni, alcuni in parte ristrutturati, altri da recuperare integralmente. Attraverso bandi a evidenza pubblica intendiamo aprire ai privati, ma sempre conservando una supervisione, perché deve essere chiaro il principio di base: questo è uno spazio pubblico». Quindi sì «a ristoranti e librerie accessibili a tutti»: il Comune studierà al più presto i piani duso che porteranno alla pubblicazione dei bandi. Intanto Giambrone pensa ai padiglioni 2 e 3: «Ci sono i fondi Fas già disponibili per realizzare la biblioteca comunale». Il lavoro di recupero fatto negli ultimi sei mesi è consistito anzitutto in una pulitura profonda, spiega Giuseppe Marsala, architetto, portavoce del movimento "I Cantieri che vogliamo", che assieme ai suoi studenti di Architettura ha coordinato gratuitamente gli operai di Amia e di Amia Essemme: «Abbiamo aperto alcuni ingressi e realizzato due spazi parcheggio», dice. E mentre parla, alle sue spalle sbuca dalle vetrate dello spazio Zac il profilo del Castello della Zisa. «Qui dietro, al posto dei rifiuti, abbiamo realizzato a costo zero - racconta Marsala - un giardino che guarda al Castello: non abbiamo fatto nuove piantumazioni, ma utilizzato le essenze arboree che erano cresciute spontaneamente». Rispetto a due anni fa - quando il viaggio dellallora consigliere comunale del Pd Davide Faraone mostrò le macerie in cui i Cantieri erano ridotti - oggi non cè una rivoluzione, ma chiari segnali di attenzione: «Abbiamo ripulito, recuperato spazi, messo in moto la macchina dei Cantieri culturali», dice il sindaco. Domenica la riapertura prevede una nonstop di eventi. Alle 17 toccherà allinaugurazione di Zac: per tre mesi ci sarà un progetto-laboratorio portato avanti gratuitamente da 40 artisti e che il 16 marzo sfocerà in una mostra. Alle 20,30 toccherà al cinema intitolato a Vittorio De Seta che aprirà con lanteprima del film di Luigi Cinque "Transeuropae Hotel".
PAlERMO - La resurrezione dei Cantieri culturali
Il Comune di Palermo ha presentato lo spazio espositivo Zac, Zona arti contemporanee, che domenica riaprirà al pubblico insieme con il primo cinema pubblico della città. Il sindaco Leoluca Orlando e lassessore alla Cultura Francesco Giambrone hanno presentato lo spazio, che ospiterà esibizioni temporanee e sarà la casa di tutti. Il recupero dei padiglioni vuoti è un problema, quindi il Comune pensa a una partnership pubblico-privato per recuperare i padiglioni ancora vuoti e diroccati. Il Comune studierà al più presto i piani d'uso che porteranno alla pubblicazione dei bandi. Il giardino, realizzato gratuitamente, è stato aperto al pubblico e sarà la casa dei Cantieri culturali.
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