Le spoglie rinvenute nella Cappella Guinigi insieme alle sepolture di altre due mogli del marito Paolo LUCCA Trovati i resti di Ilaria del Carretto, la seconda moglie di Paolo Guinigi, signore della città dal 1400 al 1430. Per lei, che morì di parto nel 1405 a 26 anni, il marito fece realizzare il celebre sarcofago, capolavoro di Jacopo della Quercia che lo terminò tra il 1406 e il 1407. Ilaria fu tumulata nella chiesa di S. Lucia, annessa al complesso monumentale di San Francesco, che i Guinigi avevano fatto costruire nel 1354 come cappella funeraria di famiglia. Ed è qui, in quella che oggi viene chiamata Cappella Guinigi, che sono stati trovati i suoi resti, insieme alle sepolture di altre due mogli di Paolo: la prima, l'adolescente Maria Caterina degli Antelminelli che, in base ai documenti, morì intorno ai 12 anni, forse di peste; la terza, Jacopa Trinci, dei signori di Foligno, che sposò Paolo nel 1420 e passò a miglior vita nel 1422, dopo la seconda gravidanza. Ma nella chiesa di S. Lucia sono state rinvenute le ossa di moltissimi altri componenti della dinastia. Basti pensare che i Guinigi utilizzarono la cappella per seppellire i loro defunti almeno fino al 1700. La scoperta è avvenuta più di un anno fa durante gli scavi archeologici nel complesso monumentale, di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio, che ha dato corso ad un imponente restauro per la trasformazione dell'immobile in Campus, destinato all'istituto di alti studi universitari Imt. La Cappella Guinigi, peraltro, è l'unica ad essere ultimata ed è già utilizzata dalla scuola specialistica: è infatti stata convertita in auditorium da 120 posti, dotato di tutte le attrezzature tecnologiche d'avanguardia. Tutto il resto del complesso, dove si stanno realizzando aule, appartamenti, laboratori, sale studio, camere, sarà pronto a giugno 2013. Al momento del ritrovamento, tuttavia, non era chiara l'attribuzione dei resti. Le tre sepolture, poi individuate come le tombe delle mogli di Guinigi, destarono immediatamente l'interesse e la curiosità degli studiosi. Oltre alla quasi certezza che si trattasse di ossa femminili, due ornamenti balzarono ai loro occhi: un anello nuziale e una pergamena papale. Tanto bastava per avere più di un sospetto di trovarsi di fronte a sepolture importanti e mettere in moto, quindi, uno studio approfondito. Così il direttore degli scavi, Giulio Ciampoltrini della Soprintendenza archeologica di Firenze, ha affidato la ricerca alla divisione di paleopatologia dell'università di Pisa e al suo massimo esperto, il professor Gino Fornaciari, già a capo di altre corpose indagini di questo genere come quella relativa ai Medici. Gli esiti della ricerca hanno dato risultati sorprendenti, come l'ormai quasi certa attribuzione dei resti di Ilaria e delle altre due mogli di Guinigi, oltre a una mole consistente di informazioni nuove sull'aspetto fisico, sulle stile di vita e sulle malattie degli esponenti della famiglia. Sarà lo stesso professor Fornaciari a illustrarli con tutti i dettagli lunedì alle 11 nella sede della Fondazione in via San Micheletto. Presenti il direttore Ciampoltrini e il presidente dell'ente Arturo Lattanzi. (p.t.)