Alla fine, lofferta sperata, che avrebbe permesso di riportare sotto il cappello di unistituzione genovese le pregiate lettere scritte dallammiraglio Andrea Doria nel 1545, non è arrivata. Il lotto numero 40, battuto allasta a un prezzo base di 15mila euro dalla casa romana Minerva Auctions, non ha trovato acquirenti. Si riparte quindi dalla disponibilità già manifestata nei giorni scorsi dalla Sovrintendenza per i Beni Archivistici della Liguria, disponibile a esercitare entro sessanta giorni il diritto di prelazione su unofferta che scatta però solo in caso di vendita. Visto che sulle lettere dellammiraglio nessuno si è fatto avanti, non si può certo far valere una prelazione su un qualcosa che non è stato acquistato. Si può però trattare con calma e cercare di arrivare a un accordo, tenuto conto che il proprietario (un privato genovese) ha intenzione di vendere le otto lettere che Doria scrisse allambasciatore della Repubblica di Genova presso Carlo V Vincenzo de Fornari. Si vedrà nel capitolato di spesa del 2013 della Sovrintendenza. Dovrebbe invece finire in Austria un altro prezioso lotto di matrice genovese, il numero 2, relativo ad alcune lettere del principe Giacomo Durazzo. Ad aggiudicarsi per ventimila euro (più cinquemila di diritti) il carteggio è stato infatti lAlbertina di Vienna, il celebre museo che ospita una delle collezioni di stampe più pregiate al mondo. In teoria quelle carte non potrebbero uscire dallItalia, ma con un intervento della Sovrintendenza teso a sottolineare come il bene abbia una destinazione chiara e di particolare valore si potrà superare lostacolo. Per lAlbertina il carteggio era particolarmente prezioso, visto che andava a colmare una lacuna fra i suoi documenti. Si tratta infatti del carteggio fra Giacomo Durazzo e Alberto di Sassonia sulla costituzione delle raccolte dellAlbertina. Larchivio di Durazzo, daltra parte, è a Torino. Le lettere possono quindi ben spostarsi a Vienna. (massimo minella)