A differenza dei suoi colleghi veneziani accentua i contrasti cromatici, accostai colori in maniera ardita e li illumina in modo tuttaltro che naturale Si apre oggi lesposizione dedicataal pittore. Nove opere straordinarie perun evento che corona una serie di iniziativein favore del made in Italy. Un esempiodi come larte può diventare una delle più efficaci ambasciatrici del nostro Paese "Artisti come Lotto, Caravaggio, Rembrandt finiscono come dei vinti, quasi al bando della società in cui si trovano ad essere ospiti indesiderati, perché in contrattempo, perché più moderni di essa». Scriveva così Roberto Longhi a proposito di tre tra i più grandi pittori di tutti i tempi. E per quanto riguarda Lorenzo Lotto questa dissonanza rispetto al coro dominante, sostenuta da una voce più originale e potente, si riflette addirittura nelle vicende biografiche, nel suo errare di luogo in luogo, cercando un approdo, un posto in cui la sua pittura, una macchina complessa, straordinaria e bizzarra potesse essere davvero apprezzata. Nato a Venezia intorno al 1480, Lotto è però considerato una travolgente espressione artistica del territorio marchigiano. In laguna il linguaggio dominante era quello di Giorgione, Tiziano e dei suoi seguaci. E Lotto, con il suo disegno incisivo influenzato da Dürer, era molto lontano da quel gusto. Sono le Marche ad avergli offerto le maggiori commissioni, il rifugio ideale in cui lavorare e in cui, addirittura, ritirarsi alla fine della sua vita. È a Loreto che morirà nel 1556, dopo essere diventato oblato e pittore della Casa Santa. Poco prima aveva dipinto una trepidante e misteriosa Presentazione di Cristo al tempio. È uno dei nove capolavori di Lotto ospitati al museo Pukin da oggi al 10 febbraio nella mostra Lorenzo Lotto. Il Rinascimento nelle Marche (un progetto della Soprintendenza Bsae delle Marche, a cura di Gabriele Barucca, con il supporto della Regione Marche). I quadri selezionati per questa importante trasferta provengono quindi dai più importanti musei marchigiani. Ad eccezione di una Madonna con bambino che arriva da Roma e di due opere conservate a Bergamo, città in cui Lotto ha soggiornato dal 1513 al 1525. Sono proprio le opere bergamasche a rivelare la grandezza del pittore come indagatore dei moti dellanimo umano. Il Ritratto di Lucina Brembati è la prova di come Lotto non idealizzi né forme né gesti. La figura, nonostante, o forse a causa dei suoi orpelli, è come disarmata di fronte a chi guarda. La luna alle sue spalle è parte di un rebus con cui lo spettatore deve ricostruire il suo nome LU "CI" NA. Che sia lesponente della famiglia Brambati lo rivela lanello con lo stemma della famiglia. Il resto, come spesso accade con Lotto, sono solo ipotesi, enigmi da risolvere. La donna è incinta? Forse. Ha la mano sul ventre e questo, a volte, indica una gravidanza. Così come la stola con la donnola che mostra i denti potrebbe simboleggiare un pericolo per il futuro nascituro, sventato però dal ciondolo a forma di uncino che punta proprio allanimale. Oppure in modo molto più prosaico, loggetto bizzarro che indossa al collo è uno stuzzicadenti che, a quanto pare, allepoca faceva status. Irrequieto, tormentato, dotato di unironia che fa capolino nelle sue opere, Lotto è capace di ritrarre Niccolò Bonghi, committente de Le nozze mistiche di santa Caterina, sul fondo della scena sacra con laria di quello che vuole solo farsi notare., un personaggio in cerca di ammirazione terrena. Bellissima è la luce che attraversa i dipinti di questo inventore di pose e di caratteri ben definiti. Lotto, a differenza dei suoi colleghi veneziani, accentua i contrasti cromatici, accosta i colori in maniera ardita e li illumina in modo tuttaltro che naturale. È un modo per creare immagini dinamiche. Nelle sue opere cè sempre unanimazione, unagitazione. Per questa ragione è stato riscoperto e amato in modo sorprendente proprio nel Novecento. Linquietudine che attraversa i suoi quadri è quella delluomo moderno. Le sue opere cercano un contatto reale con chi guarda: nella superba Madonna con il bambino incoronato e santi, cè Simone Zelota che si volta verso di noi e ci porta là dentro. Nella bellissima Vergine annunciata il gesto della donna è di stupore, quasi di arresa e lambientazione della scena è domestica. Maria collega senza alcuna retorica il mondo del pittore a quello del cielo.
Lotto Capolavori inquieti al Pukin di Mosca
L'esposizione "Lorenzo Lotto" si apre al museo Pukin con nove opere straordinarie del pittore marchigiano. Lotto è considerato una travolgente espressione artistica del territorio marchigiano, influenzato da Dürer e lontano dal linguaggio dominante di Giorgione e Tiziano. Le opere selezionate provengono dai musei marchigiani e includono capolavori come "La Presentazione di Cristo al tempio" e "Il Ritratto di Lucina Brembati". Lotto è noto per accentuare i contrasti cromatici e accostare i colori in maniera ardita, creando immagini dinamiche. Le sue opere cercano un contatto reale con chi guarda, esplorando la l'umano e la sua emotività.
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