Il monumento di età repubblicana verrà usato per le lezioni e aperto alle visite guidate Lartista ha creato il manifesto del compleanno, che oggi verrà dato in regalo La storia e la letteratura, oltre che studiate, potranno essere inscenate. Una collaborazione tra il liceo Galvani e la Soprintendenza per i Beni archeologici consentirà di riutilizzare il teatro romano di via Carbonesi, da tempo gioiello invisibile ai bolognesi, dopo la chiusura del grande magazzino nella cui area è incluso. Così, gli allievi del Galvani, già "ciceroni" nellambito della manifestazioni di "Genus Bononiae", potranno studiare Plauto o Terenzio, potendo immaginare il luogo in cui questi autori classici declamavano o componevano le loro opere. La nuova fruizione di questo straordinario lascito di età repubblicana (circa 88 avanti Cristo) consentirà anche visite guidate aperte alla cittadinanza, approfondimenti didattici sui testi latini e greci, lezioni di architettura dal vivo e molti altri usi che culmineranno in una rappresentazione finale degli studenti a fine anno scolastico aperta al pubblico. «Un calendario ancora non cè perché si sta approntando un percorso didattico a cura dei docenti - spiega la preside del liceo Sofia Gallo - ma pensiamo anche allintervento delle classi dellInternazionale Brocca con una sessione fotografica». Il soprintendente Filippo Maria Gambari ha firmato di buon grado laccordo che permette, grazie alladozione del Galvani, di rimettere nel circuito della parziale fruibilità al pubblico un monumento che fa parte dei tesori bolognesi rimasto tuttavia per lungo tempo nellombra. «Non guardiamo al teatro solo come vestigia del passato - riprende Gallo - ma anche in quanto proiezione sul presente». Laccordo fornirà agli allievi dellindirizzo classico un formidabile laboratorio in cui la classicità sarà scenario vivo delle loro lezioni. Una rara occasione in cui atmosfere, architetture e luoghi usciranno dai libri per manifestarsi dal vivo nelle antiche muraglie di un teatro con oltre due millenni di storia nei suoi mattoni. LA grafica è quella lieve che in passato delineò il vecchione bruciato in piazza Maggiore per laddio al 2011 e la pecora bè, simbolo dellestate 2012. Con la consueta grazia, Paper Resistance festeggia ora lundicesimo compleanno della Biblioteca Sala Borsa, che cade oggi, donando il disegno per il manifesto celebrativo. E una ragazza che regge una girandola di carta, mentre sullo sfondo alcuni cigni realizzati con la tecnica origami sembrano prendere il volo. «Per realizzare questopera sono partito dallelemento primo che costituisce una biblioteca, il libro, e quindi dallelemento che costituisce il libro, ovvero la carta - spiega lartista bolognese -. Lidea era quella di creare una composizione in cui questi elementi venissero in qualche maniera reinterpretati per diventare altro, lavorando sulla loro forma». Gli elementi sembrano allora dar vita ad un viaggio immaginario, proprio come accade quando si legge un libro. Ma è la biblioteca stessa, come luogo, ad essere per Paper Resistance occasione di visioni e fantasie. «Laspetto che più mi piace è il rispetto per il silenzio - continua - e qui mi piacerebbe trovare un distributore di tempo. Qualcosa di simile ad una macchina impossibile che ti permetta di passarci dentro il tempo necessario a leggere tutto quello che ti interessa, quello che pensi di conoscere e quello che ancora devi scoprire». Da oggi è possibile richiedere una copia omaggio del manifesto; ai banchi informazione e in vari punti della biblioteca saranno distribuiti i segnalibri a tema. E per festeggiare, lintera giornata sarà animata da diverse iniziative. Alle 11 nella Sala incontri al primo piano, proiezione del documentario «Aicha è tornata» di Lisa Tormena e Juan Martin Baigorria, incentrato sulle vicende di sei donne marocchine. Alle 17.45 in Salaborsa Ragazzi narrazione di fiabe per bambini dai 4 ai 7 anni. Alle 17.30 visita guidata agli scavi archeologici sotto la Piazza coperta.