NEL Pastificio Cerere di San Lorenzo Zingaretti ha incontrato gli artisti. E non solo. Il candidato del Centrosinistra per la poltrona di governatore del Lazio era circondato da protagonisti delle fondazioni, come il notaio Giuliani, da galleristi come Valentina Bonomo, dalle associazioni culturali, tra cui "Vocazione Roma", che ha organizzato l'appuntamento, con la presidente Elisabetta Maggini e Ottavia Cerasi. «Chi si candida a governare non deve avere la presunzione di sapere tutto, e per questo bisogna ascoltare le comunità. Il confronto e lo scambio sono un valore in sé» ha detto Zingaretti. E gli artisti hanno parlato, Pietro Ruffo, Maurizio Savini, mentre ad ascoltare c'erano anche tra gli altri Alfredo Pirri e Nunzio. Tutti per chiedere più spazi, più atelier e un quartiere della città da far diventare il luogo dell'arte, della creatività. Ma ci sono anche altre proposte. «Perché non immaginare» ha detto Ruffo «opere da realizzare in ospedali e scuole. Sarebbero a costo zero. La Regione dovrebbe impegnarsi a pagare solo i materiali. Al resto penseremo noi». Mentre i galleristi hanno sottolineato il problema di un'Iva più alta che in Europa. «L'arte e la cultura» ha affermato Zingaretti «saranno la benzina che metterà in moto il motore del Lazio. Qui abbiamo un quarto dei beni culturali del mondo. Questa grande tradizione deve diventare oggetto di nuove politiche» Infine Elisabetta Maggini di Vocazione Roma: «Con Nicola Zingaretti, abbiamo voluto coinvolgere il mondo dell'arte contemporanea per costruire insieme il programma della Regione. Perché crediamo che sia necessario valorizzare questo settore e sia necessario farlo in modo nuovo: non imponendo dall'alto scelte e soluzioni, ma lavorando insieme». «L'arte» conclude Ottavia Cerasi «ha una funzione sociale, deve elevare il livello culturale dei cittadini, deve educare, stupire, stimolare una crescita».