Un'unica biblioteca per il mondo quante difficoltà per il sogno "Wdl" «LA PRODUZIONE del patrimonio digitale sta crescendo enormemente, e con essa il rischio della cosiddetta 'eclisse'. Dobbiamo attrezzarci alla svelta per elaborare una metodologia di intervento condivisa per salvare questo patrimonio culturale». E' un allarme quello che lancia Paolo Galluzzi, presidente della Fondazione Rinascimento Digitale in occasione della conferenza internazionale che si è aperta ieri e che va avanti oggi, sulle memorie digitali nel settore dei beni culturali, evento organizzato dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Fra i relatori spicca John Van Oudenarden, direttore della World Digital Library: ovvero del sogno di poter mettere tutto il nostro sapere, tutta la nostra cultura, dai libri ai dipinti, dagli oggetti che hanno segnato le epoche, alle carte geografiche dietro un indirizzo, www. wdl. org Al progetto di una biblioteca digitale mondiale collaborano 165 istituzioni di 77 paesi, ha spiegato Van Oudenarden: «Spero che possiamo raccogliere centomila documenti nei prossimi tre anni». Avere una sola piattaforma per inserire i contenuti, uniformarsi. Avere uno stesso sito che dialoga in otto lingue (non l'italiano per ora) e che in «qualche modo restituisce all'identità di un popolo quello che ha magari prodotto e per via delle tante strade prese dalla storia è finito altrove». Rimetterlo in un medesimo contenitore, sotto la bandiera dell'Unesco significa in qualche modo risarcire chi è stato scippato. «Quando nel 2009 il sito della biblioteca del mondo è stata aperta i documenti fruibili erano 1.200 tra mappe, testi, fotografie, registrazioni e filmati di tutti i tempi; oggi sono oltre 7.000 in 320 mila file. Il valore dell'operazione non risiede nella quantità dei documenti ha proseguito il suo presidente , ma nell'esaltare le identità culturali». Non è un comitato scientifico che decide unilateralmente cosa inserire nel sistema, «ma sono gli enti e i ministeri dei Beni culturali o le istituzioni che partecipano alla Biblioteca a scegliere». L'Italia ha depositato qui testi di Galileo, di Tolomeo, edizioni della Bibbia, la più antica memoria conservata sulla Battaglia di Montaperti e altro (contributi dalla Biblioteca Nazionale di Firenze). Un progetto così ambizioso trova diversi ostacoli e quelli di natura economica non sono nemmeno i più alti: «Con alcuni paesi abbiamo problemi di censura, con altri difficoltà di ordine tecnico, con altri politiche» ammette Van Oudenarden. (l. m.)