La Certosa di Pavia è sull'orlo di un degrado irreversibile: un atto d'accusa, duro e documentato, sulla gestione del monumento simbolo di un'intera provincia è finito tra le mani del ministro per i Beni e le Attività culturali Lorenzo Ornaghi che ha promesso di inoltrare il caso agli uffici competenti. il ministro è stato avvicinato l'altroieri a Pavia da Ilaria Marchesotti e Emilio D'Adamo, rispettivamente vicepresidente e consigliere di Pavia Monumentale. Un dossier analogo agita da tempo l'amministrazione provinciale e adesso ha un riscontro-denuncia a livello nazionale. Degrado e rischio fascio: la diagnosi finale. Queasto, invece, l'elenco dei sintomi della Certosa «malata», così come si legge nel rapporto: «I tetti delle antiche celle monacali risultano sfondati; lo spazio dell'abside della basilica è inagibile per-chè in pessimo stato di conservazione; per lo stesso motivo sono chiusi al pubblico il cimitero e alcune cappelle laterali con i dipinti di Ambrogio da Fossano e Bernardino Luini; gli affreschi sotto i portici, opera di Daniele Crespi, sono orribilmente deturpati da graffiti; numerose statuine sono mozzate o distrutte; le cappelle del transetto sono chiuse a giorni alterni perchè in pessime condizioni ; da tempo non è stata approntata alcuna opera di restauro; l'impianto elettrico e i dispositivi di sicurezza non sembrano a nonna». Il male dell'edificio, ma c'è anche, per l'associazione, il cronico malessere dell'apparato culturale, promozionale e organizzativo che circonda il monumento. Così viene descritto nel rapporto: «Il materiale informativo è scarso , guide non sufficienti , gli orari di visita sono insufficienti, i servizi accessori sono inesistenti (servizi igienici, bar, bookshop); gli edifici attorno sono vuoti e in stato di abbandono; il posteggio è insufficiente e in pessimo stato, l'accesso ai disabili è impedito da numerose barriere architettoniche». Per queste ragioni al ministro è stato scritto come «La gestione complessiva della nostra Certosa è ben al di sotto degli standard europei». Nel dossier-denuncdia «Pavia Monumentale» prospetta la possibile terapia. Si parte dalla base economica ovvero il pagamento di un biglietto d'ingresso. I cointi di Pavia monumentale sono presto fatti: «Ipotizzato in media pari a 5 euro a persona permetterebbe l'incasso di una cifra compresa tra i 3 milioni e i 5 milioni di euro, stante una media annua di visitatori tra i 750mi1a e il milione di presenze». Incassi ingenti da destinare a salvare la Certosa. Ma come? Per l'associazione la strada è una sola: «La creazione di una Fonsazione culturale e di un Centro studi di elevato prestigio». Gli effetti? Questi: «La nascita per conseguenza di numerosi posti di lavoro sia all'interno delle Fondazioni che in nuove attività commerciali accessorie». Indotto importante e infrastrutture da riprogettare: «L creazione di collegamenti con Pavia mediante navette stradali, una linea inyerna di collegamento fra Abbazia e stazione ferroviaria di Certosa, la trasformazione di un'azienda agricola in agriturismo di pregio». infine un occhio ai fondi dell'Expo 2015. Il tutto aspettando, ora, un segnale dal ministero. Il caso è aperto.