Sette itinerari di cultura storica e gastronomica dagli insediamenti romani ai capolavori del Vanvitelli. Caserta, la città nata dal disegno illuministico di Carlo di Borbone e dal genio artistico di Vanvitelli, possiede invidiabili risorse stonco-artistiche (il Palazzo Reale, il Real sito di San Leucio, il borgo medievale di Casertavecchia, il circondario ricchissimo di vestigia romane e preromane). Pure sino ad oggi ha stentato a decollare. Conseguenza, come per gran parte dell'area meridionale, della poca attenzione rivolta alla cultura come risorsa sociale ed economica e della mancanza di adeguate politiche culturali. C'è poi fa vicinanza di Napoli. La città partenopea tende a tendere satelliti i centri urbani più prossimi, peraltro sottoposti da alcuni anni a un consistente fenomeno di immigrazione dall'area vesuviana. La stessa università casertana, dislocata anche a Santa Maria Capua Vetere, a Capua e ad Aversa, porta emblematicamente la denominazione di seconda Università di Napoli. Sulla provincia pesa poi l'ombra della criminalità organizzata, che invero non riguarda il capoluogo, e che tuttavia fa cadere la città agli ultimi posti della classifica nazionale, per vivibilità e servizi. Una recente iniziativa della Camera di Commercio di Caserta sembra puntare ad una rinnovamento delle dinamiche tuttora esistenti di promozione culturale del territorio. Un'iniziativa che è certamente in linea con una tendenza registrabile un po' dovunque nel nostro Paese, quella di puntare a una valorizzazione turistica legata alla conoscenza e alla salvaguardia dell'ambiente, ma che a Caserta sembra acquistare, per come è stata concepita, un significato nuovo, forse emblematico anche per le altre province meridionali. Il progetto, promosso con la collaborazione dell'Università di Perugia e con la consulenza di esperti tra cui Franco Zavattaro e Felice Vertullo, è stato presentato il 28 febbraio e prevede la ripartizione del territorio provinciale in sette «Itinerari di cultura storica, architettonica e enogastronomica», predisposti sulla base delle direttrici di più comune percorrenza (dalla via Appia alla Domiziana, alla Telesina), lungo i quali è possibile compiere una ricognizione a tutto campo della civiltà del luogo, comprese le risorse della terra : sette itinerari ragionati», concepiti non solo come percorsi integrati di conoscenza turistica, ma anche come «motori» di incentivazione della produttività e dello sviluppo sociale. Intanto è prevista la diffusione mediatica degli itinerari, quindi il coinvolgimento ordinato delle diverse istituzioni che si occupano del territorio dalle aziende di promozione turistica alle Pro-loco, ai Comuni, alle associazioni anche private che operano sul posto. Il piano è di attivare indotti attorno agli itinerari, di incoraggiare "iniziativa locale, anche economica, di valorizzare la cultura minore, di favorire la nascita di attività creative e di ricerca, soprattutto storica ed artistica, in particolare da parte dei giovani. Gli itinerari riguarderanno prevalentemente la rilettura delle emergenze architettoniche romane e preromane, gli insediamenti della costa, l'antica Sessa e Falciano, Santa Maria Capua Vetere, Alife. Poi i luoghi medievali come le basiliche di Sant'Angelo in Formis e Ventaroli, Capua, Casertavecchia, Aversa normanna; e ancora Carinola aragonese e quindi le risorse del paesaggio, dalle colline caiatine ai monti del Malese. Il tutto accompagnato da una riscoperta dei profumi e dei sapori, soprattutto antichi, di ciascun territorio. Ma è soprattutto il Settecento a segnare la provincia e il suo capoluogo. Il Palazzo Reale, con le sue 1200 stanze, il Parco lungo tre chilometri e il Giardino all'inglese, è uno dei monumenti più visitati d'Italia. Nel Palazzo è la più rande raccolta di disegni del Vanvitelli e di padre Gaspare ma anche la nota collezione d'arte contemporanea «Terrae Motus», affidata con legato da Lucio Amelio alla Soprintendenza casertana. Luogo unico è il Belvedere di San Leucio, l'antica Filanda borbonica, voluta da Ferdinando come comunità autonoma, con statuto speciale, con una serie di privilegi che accomunavano operai e notabili. Un progetto regionale prevede l'insediamento a San Leucio di tutte le delegazioni dei governi del mediterraneo. Un progetto ambizioso che se seriamente interpretato potrebbe cambiare il volto della città.
Caserta, la carica del '700. - Un progetto pilota per il Meridione.
La provincia di Caserta, in Campania, ha bisogno di promozione culturale per sviluppare la sua economia. La città di Caserta è stata progettata come un capolavoro di architettura illuministica e ha risorse artistiche uniche, come il Palazzo Reale e il Belvedere di San Leucio. Tuttavia, la città è stata poco attirata dagli investimenti e la criminalità organizzata pesa sulla sua reputazione. Un progetto di promozione culturale, promosso dalla Camera di Commercio di Caserta, prevede la creazione di sette itinerari di cultura storica, architettonica e enogastronomica, che coinvolgeranno le istituzioni locali e le associazioni private.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo