Dagli ambientalisti stop alle delibere sulle aree storiche rionali e sulle aree militari dismesse Milioni di metri cubi di cemento rischiano di abbattersi sulla città: dal Velodromo al Water front di Ostia, dalla compensazione Santa Fumia al raddoppio della centralità Romanina, fino alla valorizzazione delle aree militari dismesse e allo scambio immobiliare dei mercati Metronio, Pinciano e Trieste. La deadline, per portare in Aula tutta questa serie di delibere, dovrebbe essere gennaio. «Si vuole approvare - dicono decine di associazioni e comitati in una lettera inviata al sindaco Alemanno - una manovra urbanistica complessa e dirompente ai danni soprattutto dellAgro romano. Si dimostra la volontà di continuare a forzare i regolamenti comunali per approvare degli atti in variante al piano regolatore generale e al piano territoriale paesistico regionale». Si tratta di progetti che prevedono, nella maggior parte dei casi, migliaia di nuovi appartamenti in zone densamente popolate. Insomma, un vero e proprio assalto allAgro romano. «Si tratta - commenta Italia Nostra - di una manovra pesantissima dal punto di vista dellimpatto sullambiente e sul tessuto sociale della nostra città. Non ci risultano studi effettuati sulla sostenibilità ambientale, nessuna pianificazione sullautosufficienza energetica e nessuna quantificazione in termini di perdite economiche delle attività presenti sulle aree da cementificare e su come ripianarle». Lappello al primo cittadino è firmato da tantissime realtà ambientaliste, cittadine e commerciali: dallassociazione amici di Monte Mario al Progetto Celio, da Assocommercio Roma nord a Cittadinanzattiva Lazio, dal comitato Serpentara a quello di Delle Vittorie e Salute e Ambiente Eur fino a Territorio Roma e Urban Experience. Tutti compatti chiedono una moratoria ai provvedimenti. E che si proceda al recupero e al riuso delle aree dismesse. Di più. La proposta è di avviare un censimento degli edifici sfitti, vuoti e inutilizzati della città. «Il sindaco e la sua giunta - commenta Luigi Tamburrino di Territorio Roma - vogliono lasciarci Roma in espansione sullAgro romano e ipotecare la città consolidata con un pericoloso approccio immobiliaristico. Crediamo che è finito il tempo dellespansione e che è necessario puntare alla riqualificazione del territorio perseguendo innanzitutto linteresse pubblico, e su questo obiettivo chiediamo a tutti, non solo di contrastare la manovra ma anche di mobilitarsi nei territori e in ogni altra sede per affermare unaltra idea di pianificazione generale». E aggiungono Matilde Spadaro e Vincenzo Vecchio, fondatori di "Atuttaleur": «In gioco ci sono migliaia di metri cubi in zone pregiate della città. Tutti casi diversi ma connotati da un unico denominatore: quello dellincremento delle volumetrie in aree tutelate a vario livello e preziose per lequilibrio urbanistico della città. Non si può pensare che si decida del futuro di una città votando delibere a spron battuto che incidono su territori ed assetti tanto delicati come lAgro, le aree di riserva e in particolare il Velodromo».
ROMA - "Dai mercati a Ostia, no alla colata di cemento". Italia Nostra e 33 comitati si mobilitano contro le varianti urbanistiche in Comune
Milioni di metri cubi di cemento rischiano di abbattersi sulla città se non si approva una serie di delibere urbanistiche. Le delibere prevedono la valorizzazione delle aree militari dismesse e lo scambio immobiliare dei mercati Metronio, Pinciano e Trieste. Decine di associazioni e comitati hanno inviato una lettera al sindaco Alemanno chiedendo una moratoria ai provvedimenti e il recupero e il riuso delle aree dismesse. La proposta è di avviare un censimento degli edifici sfitti, vuoti e inutilizzati della città. I critici sostengono che la manovra urbanistica è pesante e dannosa per lambiente e il tessuto sociale della città.
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