I tecnici del Comune lasciano i locali aperti, gli studenti li occupano. Le ragioni: c'era una determina, siamo dentro Da ieri, giovedì mattina, l'ex Biblioteca Comunale di via Roma è «un caso» ed anche una patata bollente finita nelle mani dell'assessore alle Politiche sociali, Emiliano Casale, dei dirigenti dell'Ufficio tecnico comunale e, strada facendo, di chissà chi. Da ieri mattina sullo stabile nuove lenzuola-tazebao per dire «Ex biblioteca liberata», «Spazio libero». Poi affannarsi di studenti con ramazze e detersivi per operazioni di bonifica igienica che si protraevano fino alle 18, ora fissata per un'assemblea pubblica che seguiva la conferenza stampa tenuta alle 11,30. In serata, infine, anche una cena sociale offerta dalla comunità dei migranti. Occupazione? La parola non piace ai giovani della sigla Uds-Unione degli studenti e ai rappresentanti del centro sociale ex Canapificio che li affiancano. Spiegano che, dopo la liberazione simbolica dei locali avvenuta il 12 ottobre scorso e i contatti avuti col sindaco, un mese fa circa una determina del primo cittadino «avviava - scrivono in una nota - il percorso per la stipula di un contratto per l'assegnazione dei locali». Una determina, quindi, un atto amministrativo di massima, non una deliberazione per il completo affidamento dei locali L'atto, del resto, riguarda anche i locali da affidare alla Caritas per la gestione serale della mensa per gli indigenti che fa capo alla parrocchia di Sant'Anna e ai volontari del «Gruppo di Spinta» rappresentati da Francesco Marzano. IL BONUS - Ma ieri, giovedì mattina, gli studenti, esaurito evidentemente il bonus di attesa riconosciuto all'amministrazione comunale, sono passati all'azione «per dare concretezza - si legge sempre nel loro comunicato - alla determina prodotta dall'Ufficio del Patrimonio, in attesa della conclusione dell'iter burocratico per la stipula del contratto». Ma come sono entrati, gli studenti, nell'edificio? La risposta nel loro documento: «I tecnici del Comune, nell'effettuare i sopralluoghi per la ripartizione dei locali, propedeutici alla determina della concessione degli spazi, hanno incautamente dimenticato di chiudere la porta d'ingresso». Nessuna autorizzazione, quindi, soltanto - come chiamarla? - volontà di rendersi subito operativi nei locali per gli scopi associativi, eccesso di zelo di preservare i locali incustoditi. Locali, va ricordato, che non sono agibili, che vanno messi a norma, che vanno affidati dopo i passaggi burocratici che gli studenti ben conoscono e riconoscono. «Un'azione per la verità frettolosa, questa degli studenti - osserva don Giovanbattista Gionti, rettore del Santuario di sant'Anna cui sono stati promessi locali dello stesso stabile per la mensa della Caritas -. Noi siamo in attesa di conoscere le norme contrattuali e le spese che dobbiamo accollarci e poi provvederemo agli arredi e al funzionamento della struttura». Francesco Marzano osserva: «L'azione intempestiva degli studenti rischia di allarmare nuovamente le famiglie dei bambini che frequentano la scuola attigua alla biblioteca. Aveva espresso perplessità, un comitato di mamme, pur sapendo che la mensa verrebbe aperta nelle ore serali, figurarsi ora con i locali frequentati dagli studenti in tutte le ore del giorno». Franco Tontoli
CASERTA Si popola l'ex biblioteca, atto di forza dei collettivi
I tecnici del Comune hanno lasciato aperti i locali della biblioteca di via Roma, consentendo agli studenti di occuparli. La ragione è stata la mancanza di chiudere la porta d'ingresso durante i sopralluoghi per la ripartizione dei locali. Gli studenti, che avevano già occupato i locali il 12 ottobre scorso, hanno effettuato una bonifica igienica e hanno tenuto una cena sociale. La comunità dei migranti ha offerto una cena sociale.
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