Il Neanderthal che viene dal mare Prima che diventasse famosa come la Grotta di Tiberio a Sperlonga era già stata, per secoli, la casa dell'uomo di Neanderthal. In un certo senso ha del miracoloso la scoperta che la direttrice del museo archeologico nazionale di Sperlonga ha fatto, quasi casualmente, durante una serie di piccoli saggi nel punto più remoto della grotta, là dove gli architetti dell'impero romano avevano costruito una piscina circolare, ancora oggi il fiore all'occhiello del complesso archeologico della Riviera d'Ulisse.CONTINUA A PAGINA 9SEGUE DALLA PRIMA«Sono rimasta molto colpita - racconta Marisa dè Spagolis - dal fatto che la piscina fosse stata costruita realizzando un muro contro terra. E questo poteva significare una cosa soltanto, il terreno era ancora quello originario».È bastata una piccola indagine per dare valore all'ipotesi: pian piano sono riemerse punte, raschiatoi, lame e ossa di animali, tutti utensili caratteristici dell'uomo neanderthaliano, risalenti a un periodo compreso tra i 35.000 e i 75.000 anni fa, e molto simili a quelli rinvenuti al Circeo nella grotta Guattari e in quella del Fossellone.I lavori hanno consentito di individuare un giacimento del paleolitico medio musteriano, in gran parte distrutto durante i lavori per la realizzazione della piscina voluta da Tiberio. Proprio gli sbancamenti operati in epoca romana avevano fin qui escluso, da parte degli studiosi, la possibilità di rinvenire tracce preistoriche. Tracce che invece sono rimaste incredibilmente intatte e che presto potranno essere ammirate.Proprio domani infatti i risultati del lavoro svolto all'interno della Grotta di Tiberio saranno presentati nel corso di una conferenza a cui parteciperà anche la nuova soprintendente per i beni archeologici del Lazio, Elena Calandra. RIPRODUZIONE RISERVATA Paolo Sarandrea Pagina 0109 (07 dicembre 2012) - Corriere della Sera ] Nella Grotta di Tiberio rinvenuti resti risalenti a 75.000 anni fa Sperlonga Il Neanderthal che viene da Sperlonga Il Neanderthal che viene dal mare Prima che diventasse famosa come la Grotta di Tiberio a Sperlonga era già stata, per secoli, la casa dell'uomo di Neanderthal. In un certo senso ha del miracoloso la scoperta che la direttrice del museo archeologico nazionale di Sperlonga ha fatto, quasi casualmente, durante una serie di piccoli saggi nel punto più remoto della grotta, là dove gli architetti dell'impero romano avevano costruito una piscina circolare, ancora oggi il fiore all'occhiello del complesso archeologico della Riviera d'Ulisse.CONTINUA A PAGINA 9SEGUE DALLA PRIMA«Sono rimasta molto colpita - racconta Marisa dè Spagolis - dal fatto che la piscina fosse stata costruita realizzando un muro contro terra. E questo poteva significare una cosa soltanto, il terreno era ancora quello originario».È bastata una piccola indagine per dare valore all'ipotesi: pian piano sono riemerse punte, raschiatoi, lame e ossa di animali, tutti utensili caratteristici dell'uomo neanderthaliano, risalenti a un periodo compreso tra i 35.000 e i 75.000 anni fa, e molto simili a quelli rinvenuti al Circeo nella grotta Guattari e in quella del Fossellone.I lavori hanno consentito di individuare un giacimento del paleolitico medio musteriano, in gran parte distrutto durante i lavori per la realizzazione della piscina voluta da Tiberio. Proprio gli sbancamenti operati in epoca romana avevano fin qui escluso, da parte degli studiosi, la possibilità di rinvenire tracce preistoriche. Tracce che invece sono rimaste incredibilmente intatte e che presto potranno essere ammirate.Proprio domani infatti i risultati del lavoro svolto all'interno della Grotta di Tiberio saranno presentati nel corso di una conferenza a cui parteciperà anche la nuova soprintendente per i beni archeologici del Lazio, Elena Calandra.
Nella Grotta di Tiberio rinvenuti resti risalenti a 75.000 anni fa
La Grotta di Tiberio a Sperlonga è stata scoperta a contenere resti risalenti a 75.000 anni fa, provenienti dall'uomo neanderthaliano. La direttrice del museo archeologico nazionale di Sperlonga ha fatto una serie di piccoli saggi nel punto più remoto della grotta, dove gli architetti dell'impero romano avevano costruito una piscina circolare. La piscina era stata costruita realizzando un muro contro terra, il che poteva significare che il terreno era ancora quello originario. I lavori hanno consentito di individuare un giacimento del paleolitico medio musteriano, in gran parte distrutto durante i lavori per la realizzazione della piscina.
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