Il simbolo di un'Italia che rinasce dalla distruzione. Come la politica deve fare. Le primarie ne sono una prova A Finale Emilia le pietre della Torre dei Modenesi sono state raccolte dai volontari per ricostruirla con quelle stesse pietre. Si rovescia così la nefasta politica del governo Berlusconi che accentrando tutto nelle mani del superman della Protezione civile (anche l'organizzazione delle sue feste) ha condannato a morte i centri terremotati dell'Abruzzo. L'iniziativa per Finale è il contrario della politica affidata all'inganno delle immagini: è una cosa reale, concreta, un esempio di come si possa reagire alle devastazioni e ai lutti con la volontà di andare avanti tutti insieme, con un impegno comune nel riallacciarsi all'eredità e ai simboli della propria storia. I campanili dell'Italia padana per secoli hanno dato l'ora e mandato messaggi di festa o di pericolo alle popolazioni. Una funzione civile parallela e distinta rispetto a quella religiosa, tanto che le chiavi erano tenute dal consiglio comunale e dal parroco. E naturalmente sono stati anche tra le costruzioni più esposte ai terremoti. In quello del 1348, a quanto racconta il cronista Giovanni Villani, andarono in rovina "più campanili di chiese" in una vasta parte d'Italia, da Pisa a Venezia e al Friuli. La memoria dei terremoti è affidata a testimonianze come questa, che si fanno sempre più rare soprattutto quando ci si inoltra nel territorio delle campagne e delle montagne, dove sono poche le testimonianze scritte. È anche per questo che uno storico che ha vissuto sulla propria pelle l'ultimo terremoto ha scritto un libro che unisce la cronaca autobiografica alle voci di cronisti antichi nel darci una storia viva e appassionata di quelli del passato, insieme alle sue riflessioni sulle carenze profonde della politica italiana (Paolo Golinelli, Terremoti in Val Padana, storia e attualità, Ugo Mursia editore, euro 14). L'Italia, ricorda Golinelli, è con la California e il Giappone il Paese più esposto all'aggressione dei terremoti, ma è anche l'unico in cui all'assenza di misure di prevenzione si accompagna la cinica e irresponsabile tendenza a incoraggiare un'edilizia senza regole. E la politica ha dato espressione a un blocco di interessi che attraversa tutta la società senza distinzione di partiti. Ne dà conferma la recente proposta di introdurre la regola del silenzio-assenso e di dimezzare il tempo di risposta delle Sovrintendenze, esponendo di nuovo quel che resta del territorio e dei suoi tesori archeologici alla minaccia della speculazione edilizia alla quale dobbiamo le vittime di disastri vecchi e nuovi. Raccogliere pietre dunque, per ricostruire un paese distrutto. Il pensiero va alle giornate che abbiamo appena vissuto con le primarie del centrosinistra. Quelle schede deposte nelle urne da più di tre milioni di votanti per scegliere il candidato del centrosinistra alla presidenza del Consiglio sono tanti mattoni portati alla ricostruzione dell'edificio della buona politica. La strada è ancora lunga: la società è lacerata da ingiustizie gigantesche, intollerabili. Accanto a quei tre milioni di cittadini ce ne sono parecchi altri per i quali la parola "politica" suona come un'oscenità. E c'è sempre il rischio che l'emozione di un grande appuntamento di massa come questo si spenga senza lasciare tracce. Intanto salutiamo questo esperimento di democrazia come un buon inizio.
Ricostruire con le macerie. Un paese dell'Emilia con i resti del crollo rialza la torre campanaria.
Il simbolo di un'Italia che rinasce dalla distruzione è la ricostruzione della Torre dei Modenesi a Finale Emilia, grazie alle pietre raccolte dai volontari. Questo esempio di volontariato e impegno comune è il contrario della politica del governo Berlusconi, che ha condannato i centri terremotati dell'Abruzzo. I campanili dell'Italia padana sono stati spesso danneggiati dai terremoti, come nel 1348, e la memoria di questi eventi è affidata a testimonianze scritte. Un libro di Paolo Golinelli racconta la storia dei terremoti in Val Padana e riflette sulla carenze profonda della politica italiana.
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