Opere d'arte donate a Massa Marittima: vertenze legali e cause infinite, impossibile valorizzarle Una collezione di quadri di tutto rispetto, che comprende artisti dalla fine dell'800 a contemporanei del calibro di Guttuso, Annigoni, Squillantini, Maccari, Fattori, Aldi e tanti altri ancora. Più di 700 opere che il Comune di Massa Marittima però non può gestire come vorrebbe. È la collezione di Angiolino Martini, donata all'ente intorno agli anni '90, incastrata tra opere false e contenziosi con gli eredi. Una vicenda intricata, che il Comune sperava di poter sbloccare con le udienze tenute negli ultimi mesi. Speranza vana. Ancora infatti non arrivano le indicazioni degli avvocati su come poter procedere con le opere autentiche regalate dal benefattore quasi vent'anni fa. E senza poter sciogliere questo nodo, tutto resta fermo. Un problema, per almeno due motivi. Il primo, non c'è dubbio, è che la collezione ancora non può essere valorizzata al meglio. E poi ci sono i termini dell'accordo di donazione stretti a suo tempo tra lo stesso Martini e il Comune. L'atto in questione, infatti, prevede che l'ente s'impegni «a destinare ogni anno una somma per restauro dei quadri o per l'acquisto di opere di giovani pittori», come riportano i documenti. Ma il groviglio di vicende che hanno bloccato la collezione non permette di procedere in questo senso. Ad esempio, gli uffici comunali sono alle prese con la donazione del quadro "Adda", omaggio dell'archivio Piero Maggioni; l'iter però va avanti a rilento, perché per ora «è possibile solo impegnare le somme finalizzate al progetto», come si legge nelle delibere. «Solo in seguito alle comunicazioni da parte degli avvocati e del tribunale di Grosseto sarà possibile sapere come proseguire il lavoro». Tutto in attesa della magistratura. La storia risale agli anni '90, quando Martini regala la sua collezione al Comune. Nel 2009 però avvengono due fatti importanti. Innanzitutto alcune delle opere risultano non autentiche. L'ente così commissiona uno studio di verifica per una certificazione, trovando il plauso della Soprintendenza di Siena. E poi c'è l'improvvisa comparsa di un erede del benefattore, che porta la vicenda in tribunale, avanzando due alternative all'amministrazione: ottenere la quota legittima che gli spetta per legge (il valore pecuniario richiesto ammonterebbe a circa 400mila euro), oppure tornare in possesso di un certo quantitativo di quadri. Ed è qui che la storia ha trovato gli ostacoli.
MASSA MARITTIMA Collezione Martini, resta tutto in alto mare
Il Comune di Massa Marittima ha una collezione di opere d'arte donata da Angiolino Martini, ma le vicende legali e le cause infinite hanno bloccato la valorizzazione delle opere. La collezione comprende oltre 700 opere di artisti come Guttuso, Annigoni e Squillantini, ma il Comune non può gestirla come vorrebbe. Le opere sono state verificate per la certificazione, ma il processo è stato rallentato dalle controversie con gli eredi di Martini. Il Comune sperava di poter procedere con le opere autentiche, ma senza poter sciogliere il nodo, tutto resta fermo.
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