Essere in primo piano in una vetrina riserva vantaggi competitivi: ha sempre funzionato così, a maggior ragione rappresenta un plus per il presidio nei motori di ricerca internet. Alla recente Bit è stato fatto il punto della situazione: dopo il successo della rete, cui sono seguiti lo sboom e la rivisitazione grafica di milioni di siti e portali, resi più semplici, accattivanti e leggibili, è arrivato il momento di investire seriamente sulFimmagine virtuale di aziende, prodotti e servizi. Succede in tutti i settori, e quindi anche in quello turistico: conquistare le prime postazioni, la visibilità sui motori di ricerca rappresenta oggi più di ieri una carta commerciale vincente. La società Overture, specializzata in search advertising, ha condotto studi per capire quanto è misurabile il ritorno nell'investimento delle campagne pubblicitarie on-line, ed è giunta alla conclusione che il modello del «pay-for-click» è l'unico a produrre una resa in termini di visite, contatti, prenotazioni e vendite. Per Francesco Barbarani, executive director di Overture, «oggi è necessario certificare e quantificare la reale generazione di traffico mirato e di qualità e controllare il ritorno degli investimenti. L'evoluzione di internet nel turismo ha spinto tutti gli inserzionisti a pretendere legittimamente di conoscere in tempo reale chi ha visitato il loro sito, quale resa c'è stata in termini di prenotazioni e vendite e di conseguenza gestire anche per il futuro ogni investimento pubblicitario on-line». Sostanzialmente con questa formula si promuove un sito di un'azienda o di una struttura alberghiera assicurandosi, pagando, i primi posti sui più importanti motori di ricerca. Constatata questa condizione operativa, gli analisti di Overture hanno avvertito che occorre cogliere tempestivamente tale opportunità, nella logica del «chi prima arriva, meglio alloggia», perché il turismo on-line sta per diventare un fenomeno dai grandi numeri: nel 2003 lo share degli italiani che si affidavano a internet per prenotare e organizzare la propria vacanza è salito al 6,4, pari a circa 1,5 min di internauti. Ben poca cosa rispetto ai numeri raggiunti in Gran Bretagna o nel Nord Europa, ma questo significa che l'Italia deve ancora conoscere il vero boom del turismo su internet. Da qui la considerazione conclusiva di Federico Ceccarelli, direttore clienti delTE3, agenzia di marketing digitale: «Alla vigilia di un prevedibile exploit del turismo on-line in Italia, diventa indispensabile attuare un'attività di marketing sui motori di ricerca, per presidiare il mercato dell'immediato futuro e trame tutti i vantaggi competitivi». In altre parole tour operator e alberghi, proprio in virtù di questa analisi, sono chiamati a investire non solo sul web-design, sul caricamento dati on-line o sulla gestione delle vendite che viaggiano su internet, ma sul marketing on-line, e dunque compiere un salto di qualità»