Un capolavoro da lungo tempo non fruibile viene ora restituito alla città. Si tratta della Madonna con Bambino in trono e santi Andrea e Pietro, una tavola di Ludovico Mazzolino 1480-1528). II lungo e difficile restauro di quest'opera sarà il tema di un convegno in programma giovedì 13 dicembre, nella sala San Domenico del museo civico Ala Ponzone. L'iniziativa è promossa dall'assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze e con l'Azienda Speciale Servizi di Formazione Provincia di Cremona. «Al termine del lavoro davvero molto delicato svolto nel Laboratorio del museo civico dichiara l'assessore alla Cultura Irene Nicoletta De Bona è parso doveroso e opportuno rendere conto di quanto è stato fatto. II convegno in programma il 13 dicembre sarà l'occasione per mettere innanzitutto in luce un'attività di grande rilevanza, quella del restauro, fondamentale per la conservazione del nostro patrimonio artistico. Ma sarà anche un momento di riflessione su un'opera che, per le sue caratteristiche, rappresenta un interessante soggetto di studio e di approfondimento». II 12 dicembre1985, su disposizione dell'allora soprintendente per i Beni artistici e storici delle province di Brescia, Cremona e Mantova, Antonio Paolucci, in seguito ministro per i Beni culturali e oggi direttore generale dei Musei vaticani, la Madonna con Bambino in trono e santi Andrea e Pietro, conservata nella pinacoteca del museo civico, venne trasferita all'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. La decisione del trasferimento venne presa in quanto l'opera, di notevole pregio storico-artistico, presentava gravi ed articolati problemi di conservazione. Venne allora avviata una particolareggiata campagna diagnostica utilizzando i più sofisticati strumenti scientifici per rimuovere le cause del degrado e iniziarono le operazioni di restauro: ma la quantità di lavoro cui l'Opificio è stato sottoposto in questi anni, non ha permesso per lungo tempo il restauro completo della tavola. Pertanto, nel 2009, il Comune di Cremona, in accordo con l'Opificio, ritenne opportuno fare ritornare il dipinto a Cremona per completare, sotto la direzione degli esperti di Firenze, i lavori di restauro all'interno del Laboratorio del Museo Civico, grazie anche all'intervento della Regione Lombardia e alla disponibilità di CR.Forma - Azienda Speciale Servizi di Formazione Provincia di Cremona.