Riconoscimento di bene dell'umanità. Gioia e prospettive Liuteria bene dell'Unesco. Il giorno dopo il riconoscimento internazionale fra le botteghe dei liutai entusiasmo e consapevolezza: risultato da far fruttare « Ora il mondo riconosce l'arte unica di Stradivari». Entusiasti ma anche pragmatici: sono così i liutai. E dopotutto, la loro arte unisce sapere e saper fare. L'inserimento del saper fare liutario fra i beni immateriali dell'umanità tutelati dall'Unesco è motivo di orgoglio per alcuni, occasione per richieste concrete per altri. Ma per tutti è motivo di festa e di voglia di pensare al futuro. Giorgio Grisales, da buon latino, esclama: «Sono estasiato. E' un risultato importante, un punto di partenza che deve essere ben utilizzato. Mi verrebbe da pensare che le stelle guardino benigne alla liuteria: prima il Museo del Violino che ha svelato le sue potenzialità e ora l'Unesco. Non dobbiamo sprecare questo momento d'oro». Stefano Conia: «L'Unesco ha riconosciuto il nostro mestiere, ora i politici italiani lavorino per il riconoscimento del titolo di maestro liutaio». Gio Batta Morassi afferma: «Un risultato che fa onore al nostro mestiere che vive da 500 anni. Si lavori per rafforzare l'eccellenza della liuteria classica cremonese». Francesco Bissolotti: «E' una grande conquista un riconoscimento di tutto il lavoro che si è fatto da cinquant'anni per recuperare la tradizione dei maestri». Giorgio Scolari: «Sono orgoglioo che la tradizione liutaria sia stata riconosciuta dall'Unesco, anche con la consapevolezza che la sua reinvenzione' si debba alla scuola di liuteria». Sibylle Fehr puntualizza: «Il riconoscimento dell'Unesco credo sia legato alla tradizione cremonese classica. Che ciò serva a perseguire l'eccellenza, con rigore nella costruzione dei violini». Marcello Villa si unisce al coro di chi esprime soddisfazione per il riconoscimento ad un mestiere che sa farsi arte: «Un'occasione da non perdere e da sfruttare». Simili le considerazioni di Matteo Heyligers: «Rappresenta la tutela di un mestiere artistico che è rimasto immutato da cinquecento anni. E' un momento magico per la liuteria, ora sta a noi sfruttarlo al massimo». Stefano Trabucchi: «Il riconoscimento è frutto del lavoro di tanti, un attestato di cui tutti dobbiamo andare orgogliosi». Riccardo Bergonzi va sul pratico: «Credo che tutto ciò possa dare la sveglia a Cremona». Marco Nolli: «Un motivo di orgoglio per tutti noi. Mi chiedo quali risvolti concreti possa avere».
CREMONA Liuteria Patente Unesco da fare fruttare
L'Unesco ha riconosciuto il riconoscimento di bene dell'umanità per le botteghe dei liutai. I liutai sono stati entusiasti e orgogliosi del risultato, che considerano un punto di partenza importante per il futuro. Alcuni hanno richiesto di lavorare per rafforzare l'eccellenza della liuteria classica cremonese, mentre altri hanno espresso soddisfazione per il riconoscimento e hanno sottolineato l'importanza di perseguire l'eccellenza nella costruzione dei violini. I liutai hanno anche espresso la speranza che il riconoscimento possa dare la sveglia a Cremona e stimolare la creazione di nuovi violini.
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