Lo studioso consigliere del Quirinale all'incontro sulla «Tavola Doria» I tagli «II presidente ha molta attenzione nei confronti del patrimonio culturale ma c'è la crisi» L'occasione è offerta dall'incontro promosso dalla Sun (Seconda Università di Napoli a S. Maria Capua Vetere, Caserta) sulla Tavola Doria. Opera attribuita a Leonardo, trafugata e riportata in Italia di recente, grazie all'opera del nucleo dei carabinieri per la tutela del patrimonio artistico. Se a intervenire all'incontro, tuttavia, è uno studioso, rinomato e stimato, del calibro di Louis Godart, che tra i vari e importanti incarichi ricoperti, ora è anche il consigliere del presidente della Repubblica per la Conservazione del Patrimonio Artistico, è impossibile non chiedergli una considerazione sullo stato dell'arte di casa nostra, ovvero la Reggia di Caserta e la Reggia di Carditello e, in generale, sullo stato di salute della cultura nel nostro paese. «C'è bisogno d'investimenti che potenzino il valore di queste opere. Il meridione d'Italia è una risorsa infinita di beni artistici che possono produrre ricchezza, a patto siano valorizzati nel modo giusto. C'è attenzione sulla cultura da parte del Quirinale, la sensibilità verso il patrimonio artistico del paese è fuori discussione, ma è chiaro che in un momento di crisi così forte, i tagli anche alla cultura e al mondo dell'arte sono inevitabili. La politica ha qualche difficoltà oggettiva a rendersi conto ma è anche vero che in questo momento le difficoltà sono molte». Prima della dissertazione sulla Tavola Doria il professore è introdotto dai professori della Sun Maria Luisa Chirico e Riccardo Lattuada. Nei loro interventi sono evidenziati i numerosi incarichi del professore Godart, che è arrivato in Italia negli anni settanta, ha lavorato e si è socialmente speso molto con il suo lavoro di antichista, filologo e archeologo per la tutela e la valorizzazione dei nostri beni artistici. La prof Chirico nel suo intervento ha rivolto anche lei un appello al pro-fessor Godart per richiamare l'attenzione sui complessi monumentali del nostro territorio: «Il nostro è un territorio devastato, un territorio compromesso. Porgiamo una richiesta di attenzione al Quirinale - ha detto - perché sui nostri monumenti ci sia un'azione di valorizzazione e di cura maggiore». La dissertazione del professore dura un po' più di un'ora, ha pubblicato di recente un libro su quest'opera, che ora è esposta, dal ventisette novembre scorso, al Palazzo del Quirinale. Un'opera notificata già nel 1939, che in gergo vuol dire una classificazione che identifica il bene come parte integrante del patrimonio artistico della nazione e gli è pertanto vietata l'uscita dai confini nazionali. Purtroppo, come in tanti altri casi, questa classificazione non basta e la Tavola Doria è messa prima all'asta, e se ne perdono le sue tracce. L'opera viaggia in lungo e in largo per il mondo passando attraverso diversi proprietari. Il viaggio della Tavola Doria (Doria era la famiglia Genovese cui apparteneva), finisce quando nel 1992 è acquistata da un museo giapponese, cui è venduta per la cifra di centoventi milioni di dollari. Dopo una mediazione complessa e non facile, giunta a termine nel giugno scorso, la Tavola Doria rientra in Italia, donata dai giapponesi in cambio di un'esposizione di quattro anni che avverrà dall'anno 2014. L'opera attribuita a Leonardo raffigura la Battaglia di Anghiari, avvenuta nel 1440, quando le truppe del Visconte di Milano volevano annettere la Toscana e si scontrarono, perdendo, contro le truppe della Signoria Fiorentina.